ALLERGIE, ASMA E FAST FOOD – Uno studio recente suggerisce che potrebbe esserci un collegamento tra l’asma allergica nei bambini e l’alimentazione tipica dei fast food consumata 3 volte o più a settimana.

Si tratta di uno studio di grandi dimensioni, effettuato dai ricercatori dell’Università di Auckland, in Nuova Zelanda, in collaborazione con l’Università di Notthingam, che ha preso in considerazione 400 mila bambini e ragazzi provenienti da 51 paesi. I risultati sono stati pubblicati lunedì 14 gennaio 2013 sulla rivista Thorax.

È stato riscontrato che gli adolescenti (campione preso in esame 319 mila individui di età compresa tra i 13 e 14 anni) che hanno mangiato il cibo dei fast food avevano il 39% in più di probabilità di manifestare gravi forme di asma, 27% in più per i bambini più piccoli (campione di 181 mila individui di età fra i 6 e i 7 anni). I risultati hanno dimostrato coerenza sia prendendo in esame campioni di individui in paesi ricchi che in quelli poveri, sia maschi che femmine, in Europa, Africa, America e Asia.

I nostri risultati suggeriscono che il consumo di cibo da fast food può contribuire alla manifestazione di asma, rinocongiuntivite ed eczema in adolescenti e bambini” hanno scritto i ricercatori, Innes Asher dell’Università di Auckland in Nuova Zelanda e Hywel Williams del Centro

Evidence Based Dermatology presso l’Università britannica di Nottingham. Se causa ed effetto saranno ulteriormente confermate, hanno detto, “i risultati sono rilevanti per la salvaguardia della salute pubblica in relazione al crescente consumo di cibo da fast food a livello mondiale“.

Un’altra nota interessante emersa dallo studio della relazione tra alimentazione e allergie respiratorie, è stata che i bambini e i ragazzi che hanno seguito un regime alimentare ricco di frutta e verdura fresca hanno invece visto diminuire il rischio di manifestare i sintomi dell’asma. L’effetto benefico del consumo di frutta si è rivelato rilevante anche quando il consumo era al di sotto della soglia consigliata dai dietologi di 2 o tre porzioni al giorno.