Enrico Ruggeri racconta la storia di Gianfranco Zigoni

Gianfranco Zigoni è il quinto di otto fratelli. Nasce da una famiglia semplice a Oderzo, in provincia di Treviso il 25 novembre 1944, sotto i bombardamenti di una guerra che ormai però è quasi alla fine. Lì nei dintorni sono tutti contadini e chi non ha voglia di spaccarsi la schiena nei campi se ne va in Canada o in Venezuela. Invece la famiglia Zigoni resta a Oderzo, in un quartiere che Gianfranco chiama “il bronx”. Un quartiere dove si conoscono tutti e tutti si aiutano con quel poco che hanno. Per i bambini il punto di ritrovo è l’oratorio.

E proprio all’oratorio, all’età di quindici anni, arriva uno dei tanti osservatori che girano alla ricerca del talento nascosto. In questo caso parliamo di un uomo della Juventus che mette in campo Zigoni con la prima squadra e dopo dieci minuti ha già capito tutto. Chiede a quel ragazzino, che giocava a piedi nudi, se vuole andare a Torino a giocare sul serio. Gianfranco Zigoni non è convinto, anzi, rifiuta l’offerta perché a lui del calcio non è che gli importi più di tanto. La sua vera passione è il rugby e avrebbe preferito esser chiamato dal Petrarca Padova, dal Treviso, oppure dal Rovigo. Tutte squadre forti, tutte della zona. Invece si mette in mezzo anche il parroco che convince i genitori a dare una possibilità a quel talento che tutti conoscono.

A Torino con la Juventus vince uno scudetto, ma è a Verona che conquista i tifosi. Dopo aver trascorso due anni a Roma, nonostante fosse abituato ai locali e alla gente famosa, a Verona Zigoni si ambienta quasi subito e, anzi, trova nella tranquillità di una città di provincia la situazione ideale per

farsi notare e diventare amico di tutti. Valcareggi, che ha allenato il Verona per tre anni, dal ‘75 al ‘78, un giorno dice a Zigoni di rimanere in panchina e lui, per ripicca, entra in campo indossando una pelliccia e un cappello da Cowboy. Tanto basta per diventare un personaggio.

Ora lo Zigo è un tranquillo signore che ha passato i settant’anni e che vive nella sua Oderzo in una casa piena di fotografie che ripercorrono la sua carriera da popstar del calcio. Le foto con Vendrame, la bandiera di Che Guevara, un tavolo con una bella bottiglia di vino da condividere con gli amici e tanti ricordi di una vita vissuta senza sottostare a rigide convenzioni, lasciando esprimere il genio ed il talento di un uomo che a Verona viene celebrato come un dio.

Scopriremo la sua storia oggi, martedì 15 marzo, a Il Falco e il Gabbiano di Enrico Ruggeri in onda alle 15:30 su Radio 24. Per l’ascolto in diretta live streaming radio collegarsi al sito www.radio24.it.