Il 4 maggio di 54 anni fa la nascita di Keith Haring, artista, pittore, writer americano. Con i suoi graffiti esponente della pop-art, arte rappresentativa della cultura di strada della New York degli anni ’80 e non solo. Artista internazionale, precocemente scomparso; la morte per Keith Haring arrivò all’età di 31 anni, a causa dell’AIDS.

Guardare il doodle di Google di oggi basta a risvegliare nella memoria qualcosa che ci appare familiare. Forse non tutti coloro che si sono trovati oggi di fronte alla colorata e allegra home page del motore di ricerca avranno la fortuna di conoscere l’opera di Keith Haring in modo organico, ma le sue figure stilizzate dai neri contorni netti, i suoi colori piatti e il suo simbolismo così immediato ed evocativo, sicuramente non ci sono del tutto estranei. Così, nei colori istituzionali del logo di Google, le figurine umane stilizzate si “muovono” pur essendo il doodle statico, e formano le lettere della parola Google. Il doodle Google del 54° anniversario della nascita di Keith Haring è stato realizzato grazie alla concessione della Keith Haring Foundation.

Le opere di Keith Haring: i suoi murales, un’animazione pubblicitaria, la decorazione di interni per il negozio Fiorucci di Milano, non sono sempre state apprezzate come avrebbero dovuto. Mentre alcuni murales, e i dipinti realizzati per Fiorucci, sono stati poi asportati dal loro supporto originale per essere esposti o venduti, altre opere sono state cancellate, ad esempio quelle realizzate in Italia per il Palazzo delle Esposizioni e per il tratto della Metropolitana Flaminio-Lepanto, a Roma. Forse vi stupirà sapere che la rimozione di quest’ultima risale solo al 2001.

Ora anche critici d’arte come Achille Benito Oliva, parlandone pubblicamente alle agenzie di stampa, riconosce il valore del graffitismo di Keith Haring e della sua forma di pop-art, ed esposizioni dedicate a Keith Haring vengono organizzate anche in Italia. Ma durante la sua breve esistenza l’artista faticò non poco a veder riconosciuto il suo talento. Anzi, la realizzazione di graffiti in spazi pubblici, essendo considerata illegale se effettuata senza autorizzazione specifica, lo portò addirittura ad essere arrestato più volte come un comune imbrattatore.

Eppure il talento di Keith Haring, il valore della sua arte che consapevolmente era una forma di espressione popolare: “L’arte è per tutti, e questo è il fine a cui voglio lavorare“, venivano riconosciuti dai giovani… e dai grandi della sua epoca. Il nome di Keith Haring è affiancato a molti altri grandi nomi degli anni Ottanta che hanno fatto la storia dell’arte, anch’essi con difficoltà e tormento, come Jean-Michel Basquiat, o con maggiore immediato riscontro della critica e del mercato d’arte, come Andy Warhol.

Per chi volesse provare l’emozione di trovarsi si fronte ad un’opera del writer, ricordiamo che in Italia è ancora presente un murales dal titolo “Tuttomondo”, dipinto nel 1989 su una parete esterna della chiesa di Sant’Antonio Abate, a Pisa.

Inoltre, per avere una visione più completa dell’arte di questo grande “graffitaro”, segnialiamo l’iniziativa della Keith Haring Foundation. Nell’ambito della mostra “Keith Haring: 1978-1982”, che si tiene al Brooklyn Museum dal 16 marzo fino all’8 luglio 2012, destinata a presentare ed esplorare le opere giovanili di quello che è uno dei più noti artisti americani del XX secolo, è compresa una sezione in cui vengono pubblicati gli scritti tratti dal diario dell’artista. Le pagine, scansite, vengono rese disponibili alla consultazione sul sito internet dedicato.

Ma il buon compleanno a Keith Haring, morto nel 1990 ma eternamente vivo grazie alla sua arte, è sul sito istituzionale della Fondazione creata a suo nome, la Keith Haring Foundation, fondata un anno prima della sua morte a scopo di beneficenza e supporto per i malati di AIDS, soprattutto dei bambini. Sul sito della Fondazione, informazioni e biografia dell’artista, attività, possibilità di acquisto online di oggettistica allo scopo di sostenere la Fondazione. Infine una sezione dedicata ai più piccoli.

Il sito è in lingua inglese ma la vitalità e l’immediatezza del messaggio delle opere di Keith Haring lo rende comprensibile all’animo di tutti, anche e soprattutto di ogni bambino che le possa ammirare.