Scienziati della National University of Pusan ​​​​(Corea del Sud) e dell’Università delle Hawaii (USA) avvertono di un prossimo innalzamento del livello del mare nel caso in cui il riscaldamento del nostro pianeta continui ad avanzare.

Secondo uno studio pubblicato questo martedì sulla rivista Nature Communications, la “perdita irreversibile'”delle calotte glaciali dell’Antartide occidentale e della Groenlandia, nonché la rapida accelerazione dell’innalzamento del livello del mare, potrebbero essere una realtà se il cambiamento di temperatura non si stabilizza inferiore a 1,8 °C rispetto ai livelli preindustriali.

Gli esperti: “Attualmente, con un aumento della temperatura compreso tra 2,6 e 4,1 °C, il livello del mare aumenterebbe di 1,4 metri entro il 2150”.

Catastrofe all’orizzonte

Pertanto, specificano che il livello medio del mare è aumentato di circa 20 centimetri nell’ultimo secolo e questa tendenza è destinata ad accelerare con il riscaldamento globale.

Jun-Young Park, studente dell’IBS Center for Climate Physics della Pusan ​​National University, spiega che “i modelli al computer che simulano la dinamica delle calotte glaciali in Groenlandia e in Antartide spesso non tengono conto del fatto che lo scioglimento delle calotta glaciale [potenzialmente il maggior contributore al cambiamento del livello del mare e il più difficile da prevedere] influenzerà i processi oceanici, che, a loro volta, possono alimentare la calotta glaciale e l’atmosfera”.

L’effetto dello scioglimento delle calotte glaciali

Ora, utilizzando un nuovo modello climatico computerizzato, che per la prima

volta riflette l’interazione tra le calotte glaciali, gli iceberg, gli oceani e l’atmosfera, gli scienziati hanno scoperto che l’effetto dello scioglimento delle calotte glaciali e del rapido innalzamento del livello del mare può essere prevenuto solo se il l’obiettivo di zero emissioni nette di carbonio è raggiunto entro il 2060.

“Se non raggiungiamo questo obiettivo di emissioni, le calotte glaciali si disintegreranno e si scioglieranno a un ritmo accelerato”, avverte Axel Timmermann, coautore dello studio e direttore dell’IBS Center for Climate Physics, sottolineando la necessità di adottare misure efficaci per impedire che il “ritiro della calotta glaciale” continui, “innalzando il livello del mare di almeno 100 centimetri nei prossimi 130 anni“.

Fino ad ora, i ricercatori hanno solo messo in guardia sull’importanza dello scioglimento degli oceani nel sottosuolo. Tuttavia, recenti simulazioni mostrano che anche il ghiaccio marino e i cambiamenti nella circolazione atmosferica intorno all’Antartide svolgono un ruolo cruciale nel controllare la quantità di scioglimento delle calotte glaciali e nel causare alterazioni nelle proiezioni del livello globale del mare.

In questo senso, lo studio evidenzia la necessità di sviluppare modelli di sistema più complessi, in grado di catturare le diverse componenti climatiche, nonché le loro interazioni.