Studio: "Vaccinazione COVID-19 può causare Epatite Dominante a Cellule T CD8"

Un nuovo studio scientifico, pubblicato il 21 aprile 2022 sulla rivista scientifica Journal Of Hepatology, conclude che “la vaccinazione al Covid-19 può causare epatite immuno-mediata (infiammazione del fegato) con predominanza di cellule T, con un patomeccanismo unico associato all’immunità tissutale specifica indotta dalla vaccinazione che richiede immunosoppressione sistemica”.

I risultati arrivano pochi giorni dopo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) emesso una “allerta globale” su una nuova forma di epatite grave che colpisce i bambini, e dopo che il governo del Regno Unito ha annunciato che avrebbe avviato un’indagine urgente dopo aver riscontrato tassi di infiammazione del fegato (epatite) più alti del solito tra i bambini, avendo escluso i virus comuni che causano la condizione.

Highlights

  • Identificazione dei correlati immunitari in un caso di epatite autoimmune associata al vaccino mRNA.
  • La citometria di massa per immagini identifica l’arricchimento panlobulare intraepatico delle cellule T CD8 citotossiche attivate.
  • La citometria a flusso identifica l’arricchimento intraepatico delle cellule T CD8 attivate con specificità SARS-CoV-2.
  • L’attivazione delle cellule T CD8 specifiche per SARS-CoV-2 periferica è correlata ai livelli di ALT

Sfondo e obiettivi

Episodi di epatite autoimmune sono stati descritti in seguito all’infezione e alla vaccinazione da SARS-CoV-2, ma la loro fisiopatologia rimane poco chiara. Qui, riportiamo il caso di un maschio di 52 anni, che presenta episodi bimodali di epatite acuta, ciascuno dei quali si verifica 2-3 settimane dopo la vaccinazione con mRNA BNT162b2 e abbiamo cercato di identificare i correlati immunitari sottostanti. Il paziente ha ricevuto la prima budesonide orale, ha avuto una ricaduta, ma ha ottenuto la remissione con steroidi sistemici.

Metodi

La citometria di massa di imaging per la profilazione immunitaria spaziale è stata eseguita sul tessuto della biopsia epatica. La citometria a flusso è stata eseguita per sezionare i fenotipi delle cellule T CD8 e identificare le cellule T specifiche per SARS-CoV-2 e specifiche per EBV longitudinalmente.

Gli anticorpi indotti dal vaccino sono stati determinati mediante ELISA. I dati sono stati correlati con i laboratori clinici.

Risultati

L’analisi del tessuto epatico ha rivelato un infiltrato immunitario dominato quantitativamente da cellule T CD8 citotossiche attivate con distribuzione panlobulare. È stato anche osservato un arricchimento di cellule T CD4, cellule B, plasmacellule e cellule mieloidi rispetto ai controlli. L’infiltrato intraepatico ha mostrato un arricchimento per le cellule T CD8 con specificità SARS-CoV-2 rispetto al sangue periferico. In particolare, la gravità dell’epatite era correlata longitudinalmente con un fenotipo citotossico attivato di cellule T CD8+ specifiche per SARS-CoV-2, ma non specifiche per EBV o immunoglobuline indotte dal vaccino.

Conclusioni

La vaccinazione COVID19 può suscitare una distinta epatite immuno-mediata dominante a cellule T con un patomeccanismo unico associato all’immunità residente tissutale antigene-specifica indotta dalla vaccinazione che richiede immunosoppressione sistemica.

Riepilogo

L’infiammazione del fegato si osserva durante l’infezione da SARS-CoV-2, ma può verificarsi anche in alcuni individui dopo la vaccinazione e condivide alcune caratteristiche tipiche della malattia epatica autoimmune. In questo rapporto, mostriamo che le cellule T altamente attivate si accumulano e sono distribuite uniformemente nelle diverse aree del fegato in un paziente con infiammazione del fegato in seguito alla vaccinazione SARS-CoV-2. Inoltre, all’interno di queste cellule T che si infiltrano nel fegato, abbiamo osservato un arricchimento delle cellule T che sono reattive alla SARS-CoV-2, suggerendo che queste cellule indotte dal vaccino possono contribuire all’infiammazione del fegato in questo contesto.


Fonte: “SARS-CoV-2 vaccination can elicit a CD8 T-cell dominant hepatitis” [sciencedirect.com]