scandalo farmaceutico ritiro benylin kenya nigeria

La Giunta Farmaceutica e di Tossicologia del Kenya (PPB) ha fatto tremare il settore medico giovedì scorso con l’annuncio del ritiro di un lotto di Benylin, uno sciroppo per la tosse infantile prodotto da Johnson & Johnson. La decisione è stata presa a seguito delle preoccupazioni sollevate riguardo ai livelli inaccettabili di una sostanza tossica potenzialmente mortale rilevata nel prodotto.

Secondo quanto riportato nel comunicato dell’ente, la mossa è stata motivata dal precedente azione dell’Agenzia Nazionale per la Gestione e il Controllo degli Alimenti e dei Medicinali della Nigeria (NAFDAC), che aveva ritirato il farmaco la settimana precedente, evidenziando livelli di tossicità superiori alla norma. La notizia ha scosso non solo il Kenya ma anche la Nigeria, poiché il farmaco era stato ritirato anche nei mercati nigeriani.

Il pericolo nascosto dietro uno sciroppo per la tosse

Benylin, uno sciroppo noto per il trattamento della tosse nei bambini dai 2 ai 12 anni, si è trasformato improvvisamente da rimedio in preoccupazione. Il lotto incriminato è stato prodotto dalla filiale sudafricana di Johnson & Johnson nel maggio 2021 e avrebbe dovuto restare in commercio fino a questo mese. Tuttavia, il suo potenziale pericolo è emerso quando la NAFDAC ha condotto test di laboratorio che hanno rivelato la presenza di livelli potenzialmente mortali di dietilenglicole, una sostanza altamente tossica.

Secondo le dichiarazioni della NAFDAC, l’analisi approfondita del prodotto ha rivelato un livello inaccettabile di dietilenglicole, che ha dimostrato di causare tossicità orale acuta negli animali da laboratorio. Questa scoperta ha innescato un’ondata di preoccupazione tra i consumatori e le autorità sanitarie, spingendo la PPB a intervenire con il ritiro immediato del lotto incriminato.

L’allarme della PPB e le implicazioni per la salute pubblica

La risposta della Giunta Farmaceutica e di Tossicologia del Kenya è stata decisa e diretta.

La PPB ha consigliato a tutti i punti vendita di prodotti farmaceutici, strutture sanitarie, personale sanitario e cittadini di mettere immediatamente il prodotto in quarantena e di interrompere la sua distribuzione, vendita, spedizione o utilizzo. Questa mossa mira a proteggere la salute pubblica e a prevenire ulteriori danni causati dall’uso di un farmaco contaminato.

Il caso del ritiro di Benylin solleva importanti interrogativi sulla sicurezza dei farmaci e sulla necessità di un rigoroso controllo qualità nell’industria farmaceutica. La tempestività con cui le autorità hanno agito è stata fondamentale per mitigare i potenziali rischi per la salute dei consumatori. Tuttavia, rimane il bisogno di una maggiore vigilanza e regolamentazione per prevenire simili incidenti in futuro e garantire la sicurezza e l’efficacia dei farmaci disponibili sul mercato.