Obesità: scoperta proteina alla base dell’accumulo eccessivo di grasso

Non si diventa obesi tra Natale e Capodanno, ma piuttosto tra Capodanno e Natale“, recita una frase aforisma di Alberto Lodispoto. Che grande verità certo? E allora: come fare a combattere l’obesità? In questo caso la scienza ci viene in aiuto.

Dalla Svizzera la notizia di una scoperta molto importante nel campo della lotta all’obesità. Scienziati dell’Università di Ginevra sarebbero riusciti a svelare i meccanismi cellulari e molecolari che collegano l’eccessivo accumulo di grasso corporeo alla resistenza all’insulina, aprendo così la strada a possibili strategie terapeutiche.

L’obesità è una vera e propria piaga

Sí, e coinvolge ben 650 milioni di persone in tutto il mondo.

Uno dei suoi effetti nocivi è quello di aumentare il rischio di sviluppare malattie metaboliche, soprattutto diabete di tipo 2, come ha evidenziato l’Università svizzera nel comunicato pubblicato per segnalare l’importante scoperta.

Mentre gli stretti legami tra obesità e diabete di tipo 2 sono già conosciuti, i meccanismi cellulari e molecolari con cui l’obesità predispone allo sviluppo della resistenza all’insulina sono ancora poco compresi, ma con i risultati resi noti in data odierna dall’istituto ginevrino si fa un passo avanti.

I ricercatori guidati dal coordinatore del Centre du diabète della facoltà di medicina, Roberto Coppari, come ci ricorda Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, hanno scoperto che le cavie prive di una particolare proteina (chiamata PPAR- gamma) e che seguivano una dieta ipercalorica, sono diventate obese, ma non hanno sviluppato resistenza all’insulina.