BUCO DELL’OZONO RIDOTTO NEL 2012. Record positivo per le dimensioni del buco dell’ozono sull’Antartide: il secondo più piccolo diametro degli ultimi 20 anni.

L’aria più calda sopra l’Antartide ha portato ad una riduzione del buco dell’ozono, secondo le misurazioni satellitari effettuate da NOAA e NASA.

Quest’anno la dimensione media del buco dell’ozono è stato di 17,9 milioni di chilometri quadrati.

Lo strato di ozono è una sorta di scudo protettivo per la Terra che permette la vita, proteggendo il pianeta dall’eccessiva irradiazione da parte dei raggi ultravioletti (UV) potenzialmente dannosi per gli esseri viventi e le piante.

Il buco dell’ozono sull’antartico ha raggiunto la dimensione massima per la stagione, (primavera antartica) il 22 settembre, portandosi a 21,2 milioni di chilometri quadrati, un’area equivalente a quella di Stati Uniti, Canada e Messico messi insieme.

In confronto, il più grande buco dell’ozono registrato fino ad oggi è stato misurato nel 2000, con una dimensione di ben 29,9 milioni di chilometri quadrati.

Il buco dell’ozono sopra l’Antartide ha iniziato a subire incrementi annuali delle dimensioni nei primi anni ‘80, a causa del cloro rilasciato da sostanze chimiche artificiali chiamate clorofluorocarburi o CFC. Il cloro può  spezzare le molecole di ozono, e la temperatura della bassa stratosfera svolge un ruolo importante nella reazione.

È successo che sia un po’ più caldo quest’anno, in alto, nell’atmosfera sopra l’Antartide, ed è per questo che non abbiamo riscontrato una riduzione dell’ozono pari a quella che abbiamo visto lo scorso anno, quando era più freddo“. Lo ha dichiarato Jim Butler, ricercatore per il NOAA nel laboratorio terrestre di Boulder, in Colorado.

25 anni dopo la firma dell’accordo internazionale per regolare la produzione di sostanze chimiche dannose per l’ozono, il buco dell’ozono è anche oggi un grave problema per la salute del nostro Pianeta. Potrebbero occorrere ancora almeno 10 anni prima che gli scienziati siano in grado di rilevare i primi segni di ripresa dello strato di ozono antartico; lo si legge in un documento stilato dai ricercatori del NOAA pubblicato lo scorso anno. Lo strato di ozono sopra l’Antartide probabilmente non tornerà allo stato dei primi anni ‘80 fino al 2060, ha affermato Paul Newman, scienziato dei fenomeni atmosferici della NASA.

Il recupero completo è subordinato alla grande quantità e persistenza di sostanze dannose per l’ozono nell’atmosfera e ai cambiamenti climatici.

Gli scienziati della NASA e del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) controllano la salute dello strato di ozono grazie ai dati satellitari, alle misurazioni effettuate da terra e quelle trasmesse da strumenti inviati nell’atmosfera con dei palloni speciali in grado di raggiungere i 20 chilometri di altezza, rilevando i dati lungo il percorso.