PROTEINA ANTI HIV NEL LATTE MATERNO – Contro il virus Hiv, che provoca l’Aids, la Tenascina-C (TNC), proteggerebbe i neonati figli delle donne sieropositive. Emerge da un nuovo studio della Duke University, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Proceedings della National Academy of Sciences (PNAS). Confermate le supposizioni di un precedente studio, della University of North Carolina, sull’effetto antivirale del latte materno, capace di distruggere l’HIV e prevenire la trasmissione del virus.

La ricerca è mirata a comprendere a fondo perché i bambini nati da madri con HIV non sempre siano infettati dal virus e come il latte materno possa prevenire il contagio da HIV se la madre è infetta. La spiegazione pare essere nel modo in cui la TNC, (proteina conosciuta per il suo ruolo nella guarigione delle ferite), agisce contro l’HIV bloccandolo: cattura il virus e lo neutralizza, legandosi al suo strato più esterno, il pericapside.

La composizione del latte materno, con la sua complessità, fa ritenere probabile che la TNC agisca in concomitanza con altri fattori contro il virus dell’immunodeficienza umana, e sono necessari sicuramente approfondimenti dello studio che continuino ad analizzare campioni di latte materno nelle diverse fasi dell’allattamento.

Il fatto che nel latte materno ci sia una molecola anti-HIV potrebbe aprire strada alla creazione di terapie preventive.

I ricercatori sono ottimisti, Sallie Permar ha dichiarato: “abbiamo il sospetto che la TNC in sé sia abbastanza forte per essere utilizzata come terapia di prevenzione”. L’idea è che la proteina possa essere sviluppata in laboratorio per prevenire la trasmissione dell’HIV nei neonati e la si possa somministrare ai bambini per via orale, anche prima e a prescindere dall’allattamento al seno, sapendo che non è nociva dato che si trova naturalmente nel latte materno.