modello ai previsione tsunami in pochi secondi

Dal momento in cui lo tsunami inizia a raggiungere la costa, possono passare diversi minuti, in alcuni casi più di mezz’ora, tempo sufficiente per evacuare migliaia di persone se viene rilevato in tempo.

Il problema è che dal momento in cui i sensori inviano le informazioni sulla situazione in alto mare, fino a quando i computer giungono alla conclusione che siamo di fronte a uno tsunami, possono passare anche più di 30 minuti, quindi non c’è tempo per evacuare nessuno.

Un decennio fa, più di 18.000 persone morirono in Giappone per non aver avuto un adeguato sistema di previsione, ma sembra che d’ora in poi questo cambierà.

Intelligenza artificiale prevede con precisione gli impatti dello tsunami in meno di un secondo

Il RIKEN Prediction Science Laboratory ha pubblicato un comunicato stampa in cui indica di aver utilizzato l’apprendimento automatico per prevedere con precisione gli impatti dello tsunami in meno di un secondo, richiedendo per farlo la più grande rete di sensori del mondo, responsabile del monitoraggio del movimento di il fondo dell’oceano.

Hanno 150 stazioni offshore dedicate all’invio di dati e alla previsione degli tsunami, anche se per fare questo devono trasformare i dati generati in altezze ed estensioni dello tsunami lungo la costa, cosa che richiede un’enorme potenza di calcolo.

Il modello RIKEN AI è stato addestrato con 3.000 eventi di tsunami generati dal computer e testato con altri 480 scenari di tsunami e tre tsunami reali, spendendo solo l’1% dello sforzo computazionale degli approcci convenzionali. Poiché ha le informazioni su come si sono creati migliaia di tsunami, quando riceve dati simili dai sensori, avverte che ne stiamo affrontando uno nuovo, quindi scatta l’allerta in città e si riduce il rischio di perdita di vite umane umano.

Il metodo è accurato solo per tsunami più grandi di 1,5 metri, ma stanno già lavorando per renderlo compatibile con quelli più piccoli.