TURRITOPSIS DOHRNII LA MEDUSA IMMORTALE – L’immortalità è anche in questro nostro mondo terreno, il segreto è nell’esistenza dell’idrozoo, piccolo invertebrato che, a seconda della fase del ciclo di vita, assomiglia a una medusa o a un corallo morbido, che vive nel Mar Mediterraneo, la medusa chiamata Turritopsis dohrnii, conosciuta anche con il nome di medusa Benjamin Button.

Solo un centimetro di lunghezza e un mistero grande come quello dell’immortalità.

Un mistero che attirò l’attenzione dei ricercatori nel 1990, malgrado infatti la medusa fosse stata identificata nel Mar Mediterraneo nel 1883 dal biologo e botanico tedesco Weissmann, la sua capacità unica non fu scoperta fino al 1990.

La medusa che sa come evitare la morte, quando non può approvvigionarsi del nutrimento necessario, quando subisce un danno fisico o in caso di altri problemi che ne mettono in pericolo la sopravvivenza come medusa, “invece di andare incontro ad una morte certa, trasforma tutte le sue cellule esistenti in uno stato più giovane“, lo ha spiegato l’autrice dello studio Maria Pia Miglietta, ricercatrice presso la Pennsylvania State University, nel 2008. Allora, la dottoressa Miglietta ipotizzò che le creature posseggano meccanismi di riparazione cellulare molto efficaci, che permettono loro di rigenerarsi tornando indietro nell’età. Ma, in accordo con il suo team, di scienziati italiani e tedeschi, respinse anche le illazioni sul fatto che la medusa contenga il segreto per creare farmaci o metodologie anti invecchiamento per l’uomo. Questo smontò l’idea che, dopo aver appreso l’esistenza della vita infinita, l’uomo avrebbe potuto dedicare risorse colossali per capire come attuare in prima persone lo stratagemma della medusa immortale. Le multinazionali interessate alle biotecnologie avrebbbero potuto brevettare il suo genoma, i ricercatori cercare di determinare i meccanismi attraverso i quali le cellule percorrono il cammino dell’età al contrario, le imprese farmaceutiche cercare di appropriarsi della chimica del processo per sfruttarlo ai fini della medicina umana, i governi prendere

posizioni etiche sul diritto di diffondere o meno il metodo di rendere i popoli immortali a livello globale o limitato. Ma tutto questo non è ancora avvenuto, e la ricerca continua ad opera dei biologi, interessati semmai a capire come la medusa immortale si sia diffusa nelle acque di tutti gli oceani, e del perché nelle migrazioni della specie iniziale gli individui si riproducano con forme esterne diverse a seconda delle diverse condizioni ambientali.

L’argomento della medusa immortale è affascinante e sempre vivo anch’esso, recentemente è stato riportato alla ribalta da un ricco articolo del New York Times del 28 novembre 2012, che oltre a riassumere la storia delle scoperte sulla Turritopsis dohrnii, pone l’attenzione sull’aspetto mitico e filosofico della scoperta e sull’opera di uno scienziato giapponese, Shin Kubota, che alleva esemplari di medusa immortale nel suo laboratorio. Personalità eccentrica e totalmente dedita allo studio della medusa, ispira alla riflessione sul senso della vita e della ricerca, autore della foto che correda l’articolo.