INSETTI COMMESTIBILI – Combattere la fame nel mondo, e non solo. La scorsa settimana, l’United Nations Food and Agriculture Organization ha suggerito che gli insetti commestibili potrebbero incrementare l’approvvigionamento alimentare mondiale contro la fame nel mondo, ridurre la produzione di gas e l’effetto serra, contribuire alla salvaguardia dell’ambiente.

Edible insects – Future prospects for food and feed security è il titolo del rapporto consultabile in formato PDF sul web, in cui la FAO espone il problema: aumento della popolazione sulla Terra, diminuzione delle risorse alimentari, soluzione nell’alimentazione a base di insetti.

Insetti nell’alimentazione vengono consumati regolarmente da circa due miliardi di persone in tutto il mondo, per lo più nelle regioni tropicali: scarafaggi, vespe, bruchi, cavallette, vermi e cicale. Nei paesi occidentali, però, il mangiare insetti è qualcosa che viene visto con molta diffidenza. Pochi i risultati pratici dell’iniziativa della Comunità Europea, che nel gennaio scorso ha stanziato un finanziamento di ben 3 milioni di euro per incoraggiare i paesi membri all’uso degli insetti in cucina.

 In Europa e in America, i piatti a base di insetti stanno iniziando a prendere piede, ma solo nei ristoranti di fascia alta e come scelta di élite.

Quali insetti si possono integrare nella dieta, poco se ne sa in Italia, e ancora non c’è un vero interesse a sviluppare ricette e modi di cottura che valorizzino questo ingrediente quasi del tutto nuovo nella cultura culinaria europea e occidentale in generale.

Idee su come inserire gli insetti nell’alimentazione sono un argomento di cui si occupa attivamente la Purdue University, un’università degli Stati Uniti, situata nello stato dell’Indiana, che negli ultimi anni ha sviluppato ricerche nei campi scientifici emergenti legati alle bioscienze.

Tom Turpin e Arnold van Huis, entomologi, hanno cominciato ad elaborare ricette per cucinare gli insetti e renderli appetibili anche ai palati occidentali.