Internet delle Cose: E' in corso una guerra Anti-5G in risposta agli attacchi incendiari.

Secondo vari media, nelle ultime settimane c’è stata un’ondata di attacchi incendiari in Olanda, dopo altri in molte parti d’Europa, contro ripetitori di telefoni cellulari. L’ultimo riportato dai media si è svolto a Groningen nei Paesi Bassi. “Fack 5G” è stato scritto su un sito. Le azioni non sembravano essere rivendicate. Almeno 15 attacchi sono avvenuti secondo le informazioni diffuse dal governo olandese attraverso i media. Apparentemente, il primo incendio è stato a Beesd il 4 aprile. Da allora, i pali utlizzati per le basi radio dei trasmettitori hanno preso fuoco anche a Neerkant, Rotterdam, Nuenen, Dronten, Groningen, Oudenbosch, Veldhoven, Tilburg e Almere.

Secondo quanto riferito, nessuna delle antenne erano dotate di tecnologia 5G, con radio base 2G, 3G e 4G. La polizia ha riferito che il metodo di sabotaggio era simile in ogni sito. Un istigatore del fuoco di Groningen è stato catturato da una telecamera di sorveglianza. Secondo quanto riferito, i funzionari di polizia europei sono stati rimossi dai casi di terrorismo per indagare sugli attacchi incendiari alle torri di telefonia mobile 5G.

Gli attacchi incendiari anti-5G che hanno avuto luogo inizialmente nel Regno Unito hanno scatenato un’esplosione di attacchi in Europa e oltre. Secondo le autorità del Regno Unito e le compagnie mobili, nel fine settimana di Pasqua si sono verificati altri 20 attacchi contro antenne 5G nel Regno Unito. Sono stati segnalati incendi in Inghilterra, Galles e Scozia, mentre altri hanno seguito il fine settimana precedente. Finora ci sono stati 53 attacchi secondo i media.

Le corporazioni continuano un’offensiva mediatica congiunta per screditare gli attacchi, incolpandoli per i risultati della “disinformazione” diffusa da “teorici della cospirazione” e botnet controllate da attori statali come la Russia e altri.

Cosa sappiamo veramente della tecnologia 5G?

“Velocità di navigazione e download mai viste che consentiranno nuove funzionalità nei nostri cellulari e il boom della cosiddetta Internet delle cose, la connessione attraverso la rete di molti dispositivi domestici, centri di lavoro e strade pubbliche”.

È la lettera ufficiale di introduzione della tecnologia 5G, il nuovo standard di telecomunicazione che dovrebbe essere implementato in modo massiccio durante tutto l’anno 2020 e che sempre più cittadini si oppongono a causa del rischio che, secondo i rapporti, può rappresentare per la salute delle persone e di altri esseri viventi.

Questo movimento contro il 5G, con una lunga storia in altri paesi, afferma che è necessario rivedere prima gli effetti dannosi che può causare alla salute umana e all’ambiente. Molti specialisti in inquinamento elettromagnetico, si rammaricano che questa nuova tecnologia non sia stata sufficientemente sperimentata con gli umani per conoscere l’effetto che la massiccia installazione di ripetitori di onde millimetriche può produrre in uno spettro di 700 megahertz.

Oltre 70 studi scientifici indicano gli effetti dannosi che queste onde hanno sulle cellule di animali e piante, un avvertimento da parte della comunità scientifica che al momento sembra essere ignorato dai forti interessi economici dietro lo spiegamento del 5G.

E intanto aumentano le persone che hanno problemi di salute legati alle reti esistenti. E’ ovvio pensare quindi che questi problemi si moltiplicheranno con il 5G. Le radiazioni 5G causerebbero un lungo elenco di condizioni che vanno dal cancro al coinvolgimento del sistema immunitario, con le conseguenze che ciò avrebbe sulla diffusione di un virus.

Da escludere invece che il 5G possa essere la causa della pandemia coronavirus che viviamo in questi giorni. Tuttavia gli esperti ammettono che la reazione alle onde dipenda dalla genetica di ogni individuo: alcuni dei disturbi più comuni, come l’insonnia, l’aggressività o l’iperattività.

Le aziende del settore delle telecomunicazioni sono impegnate in una battaglia di pubbliche relazioni nel fronteggiare le azioni anti-5G e sulle implicazioni per l’espansione della tecnologia “Internet of Things“. Come andrà a finire?