Rivelato dagli scienziati il vero colore dei grandi rettili della preistoria. Analizzando i residui fossili della pelle dei rettili si è potuto risalire al colore che essi dovevano avere nei tempi lontani in cui popolavano la Terra, centinaia di milioni di anni fa.

Il nuovo studio, guidato da Johan Lindgren, un geologo presso l’Università di Lund, è stato pubblicato sulla rivista Nature. In molte rocce che hanno trattenuto in sé l’impronta di animali preistorici è visibile un misterioso deposito di colore scuro che mette in risalto l’impronta fossile. Fino ad ora si erano fatte numerose supposizioni su cosa fosse quel materiale e da dove provenisse. Gli scienziati in questo studio sostengono che le tracce scure siano in realtà i pigmenti rimasti dopo la decomposizione della pelle dell’animale.

Analizzando il materiale scuro delle impronte fossili al microscopio, si è notato che contiene piccole strutture ovoidali che sembravano melanosomi, gli organelli prodotti dai melanociti, quegli elementi delle cellule che secernono i pigmenti nella pelle di un animale.

Studiandone la composizione molecolare, gli scienziati hanno concluso non solo che i depositi sono resti di pigmento, ma che è anche possibile capire a quale colore davano origine. I ricercatori ritengono quindi ora di poter determinare il colore della pelle degli animali preistorici attraverso l’analisi dei residui lasciati nelle impronte fossili.

La scoperta, interessante e suggestiva anche per un pubblico non esperto, ha però un limite: la ricostruzione della colorazione degli animali preistorici potrebbe essere falsata dal fatto che alcuni pigmenti non a base di melanina, che possono conferire colorazioni in rosso, giallo e blu, non si conservano così bene come i pigmenti che danno origine al colore scuro o nero.