Nestle cibo per bambini sotto inchiesta

Secondo una ricerca della ONG svizzera Public Eye e dell’International Baby Food Action Network (IBFAN), gli alimenti per bambini Nestlé venduti nei paesi a basso e medio reddito contengono livelli insalubri di zucchero.

Nel recente comunicato, emergono serie preoccupazioni etiche riguardanti le tattiche commerciali adottate da Nestlé. Secondo quanto rivelato, la multinazionale si avvale di strategie discutibili, tra cui l’utilizzo di influencer sui social media per instillare fiducia nei propri prodotti tra i genitori.

Inoltre, secondo Phillip Baker, ricercatore presso l’Università di Sydney, Nestlé si avvale anche di esperti e professionisti del benessere per consolidare il proprio seguito di consumatori. Questa situazione solleva interrogativi critici sull’eticità delle pratiche commerciali di una delle più grandi aziende alimentari al mondo.

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Raccomandazioni Contrastanti di Nestlé sull’Alimentazione Infantile

Nonostante l’azienda sia consapevole dei rischi associati all’aggiunta di acqua ai cibi per bambini, nel suo sito web francese “Baby & Me”, si sconsiglia di mescolare acqua con il cibo dei bambini e di evitare bevande zuccherate.

Tuttavia, in altre parti del mondo, Nestlé continua a commercializzare preparati per lattanti destinati a bambini di meno di sei mesi, nonostante le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Questa discrepanza solleva domande sull’effettiva coerenza dell’azienda nel promuovere la salute e il benessere dei bambini.

La Memoria dello Scandalo “Baby Killer” e le Critiche Odierna

Il comunicato richiama alla mente lo scandalo noto come “Baby Killer“, risalente alla creazione del Codice Internazionale dell’OMS nel 1981. Tale scandalo coinvolse l’industria degli alimenti per l’infanzia per la promozione dei propri prodotti in comunità dove non era possibile utilizzarli adeguatamente, attraverso pubblicità ingannevoli e campagne promozionali aggressive volte a scoraggiare l’allattamento al seno. Questo evento passato solleva interrogativi sul grado di responsabilità e impegno etico di Nestlé nel corso degli anni.

Risposte e
Contestazioni a Fronte delle Accuse

In risposta alle conclusioni del comunicato, Nestlé ha segnalato possibili “variazioni lievi nelle ricette” come misura correttiva. Tuttavia, molti esperti, come Gaberell, ritengono che questa spiegazione non sia sufficiente, specialmente considerando che l’azienda produce alimenti per l’infanzia senza aggiunta di acqua in Svizzera e in Europa.

Inoltre, l’attenzione derivante dall’indagine ha portato le autorità indiane a avviare un’indagine sui prodotti per l’infanzia di Nestlé. In risposta, i sostenitori dell’informazione hanno lanciato una petizione online istantea a Nestlé, esigendo una revisione e un cambiamento immediato delle sue pratiche commerciali ambigue e contraddittorie.

Concludendo, le preoccupazioni etiche sollevate riguardo alle tattiche commerciali di Nestlé richiedono un’attenta considerazione da parte dell’opinione pubblica, delle autorità regolatorie e dell’azienda stessa. La necessità di garantire la salute e il benessere dei bambini dovrebbe essere prioritaria rispetto agli interessi commerciali, e un’azienda come Nestlé, con la sua portata globale, ha una responsabilità fondamentale nell’aderire ai più alti standard etici e sanitari.