lasciti testamentari solidali

Il testamento è l’atto mortis causa per eccellenza che permette alle persone di disporre del proprio patrimonio per il tempo in cui cesseranno di vivere. In parole povere, attraverso la redazione del testamento è possibile scegliere, nei limiti di legge chiaramente, quali e quanti beni saranno devoluti a determinati soggetti. Attraverso il testamento è possibile beneficiare non solo i propri cari ma anche soggetti estranei, ad esempio una onlus al fine di sostenere enti filantropici che aiutano le persone in difficoltà e in modo da lasciare un’impronta dopo la propria dipartita. Da anni ormai esiste il c.d. testamento solidale, ovvero, lasciti testamentari che vengono disposti in favore di enti che operano nel terzo settore nei limiti e nelle forme previsti dalla legge. Per avere maggiori dettagli sul testamento solidale e per capire cos’è è possibile rivolgersi direttamente all’ente che si vorrebbe beneficiare oppure chiedere maggiori dettagli a un Notaio, normalmente il pubblico ufficiale preposto a ricevere i testamenti.

Cosa inserire nel testamento solidale

Quando si parla di testamento solidale, come accennato, si fa riferimento a delle vere e proprie disposizioni contenute all’interno di un atto mortis causa. Tali disposizioni testamentare possono avere per oggetto un singolo bene oppure una quota del patrimonio del testatore, a seconda che si opti per un legato oppure per una istituzione d’erede. Per quanto concerne l’oggetto delle disposizioni testamentarie, invece, oltre alle classiche somme di denaro, si possono devolvere in beneficenza azioni, titoli di investimento e altre attività finanziarie. Anche la polizza vita può essere destinata all’ente prescelto, indicandolo come beneficiario. È possibile includere nel lascito, inoltre, beni mobili come opere d’arte, gioielli o pezzi d’arredo, oltre a beni immobili come appartamenti e terreni

Testamento solidale in caso di eredi

Spesso si tende a pensare, in modo erroneo, che un testamento solidale possa arrecare pregiudizio agli eredi del testatore. Tuttavia, questa convinzione non trova riscontro nella legge. Questo perché nel nostro ordinamento sono previsti alcuni soggetti, definiti legittimari, che hanno il diritto a una porzione del patrimonio secondo quanto stabilito dalla legge. Tali soggetti sono i figli, il coniuge oppure i genitori del defunto, in assenza di discendenti, come precisato dall’articolo 536 del Codice Civile. Oltre alle quote destinate ai legittimari però, c’è una quota definita “disponibile”, di cui il testatore può disporre in totale libertà. Di conseguenza, entro i limiti della quota disponibile, è possibile effettuare un lascito testamentario anche se vi sono legittimari.

Perché fare un testamento solidale

Fare un testamento solidale permette di delineare in maniera chiara le proprie volontà al momento della morte e amministrare il proprio patrimonio specificando come dovrà essere utilizzato.

Attraverso un lascito testamentario, inoltre, si può continuare il proprio impegno nella beneficenza, trasmettendo valori di solidarietà e compassione alle generazioni future. Tuttavia, un testamento solidale non solo permette di esprimere chiaramente le proprie volontà sulla gestione del patrimonio al momento della morte, ma anche di prevenire potenziali conflitti familiari riguardo alla divisione del patrimonio.

I vari tipi di testamenti

Diversamente da come si potrebbe pensare, quando si parla di testamento solidale non si fa riferimento ad una forma testamentaria a sé stante bensì a particolari diposizioni testamentarie contenute all’interno di uno dei vari tipi di testamenti disciplinati dal Codice civile. Si tratta, più precisamente, del testamento olografo, segreto oppure pubblico. Il testamento olografo è probabilmente il più comune in quanto è scritto datato e sottoscritto direttamente dal testatore, senza dover andare di persona dal Notaio e senza testimoni. È necessario e sufficiente che il testamento venga scritto a mano e che sia datato e sottoscritto. Quello pubblico, invece, è ricevuto dal Notaio alla presenza di due testimoni. Il segreto, infine, è scritto dal testatore ma è ricevuto dal Notaio seguendo particolari formalità imposte dalla legge.