Un potente tsunami alto tra i 16 ei 40 metri ha spazzato via la costa di quella che oggi è la città di Tel Dor nel nord-ovest di Israele circa 10 mila anni fa, probabilmente spazzando via tutte le tracce di antichi insediamenti nell’area. E’ il risultato di uno studio pubblicato questo mercoledì sulla rivista PLOS ONE.

L’obiettivo originario della ricerca era focalizzato sulla ricostruzione delle condizioni climatiche e dei cambiamenti ambientali avvenuti nella regione negli ultimi 12 mila anni. Per fare ciò, i ricercatori hanno creato un modello digitale del terreno utilizzando tecniche di sondaggio fotogrammetrico remoto in combinazione con scavi sottomarini e perforazione di pozzi fino a una profondità di nove metri.

È così che, con loro sorpresa, hanno trovato uno strato di conchiglie e sabbia nel mezzo di un altro strato corrispondente ad antiche zone umide che esistevano tra 15.

000 e 7.800 anni fa. Gli scienziati hanno stimato che l’età di questi sedimenti lasciati dai paleotsunami sia compresa tra 9,910 e 9,290 anni fa.

Secondo i loro calcoli, l’onda gigantesca sarebbe penetrata tra 1,5 e 3,5 chilometri nell’entroterra, una cifra significativamente superiore alle distanze fino a 300 metri percorse da tutti gli tsunami locali documentati fino ad oggi.

Tenendo conto della sua intensità, gli esperti hanno concluso che il fenomeno era il prodotto di un potente terremoto causato, a sua volta, da una frana sottomarina. E sottolineano che ciò è coerente con le prove di un terremoto locale avvenuto circa 10 mila anni fa nella regione, già identificato da studi precedenti basati sull’analisi dei danni alle caverne della catena del Monte Carmelo.


Fonte: A Neolithic mega-tsunami event in the eastern Mediterranean: Prehistoric settlement vulnerability along the Carmel coast, Israel [PLOS ONE].