Investimenti alternativi Direct Lending Minibond Equity

Nell’arena degli investimenti, esplorare al di là delle opzioni convenzionali può aprire la strada a nuove opportunità finanziarie che offrono diversificazione e potenziali rendimenti interessanti. Direct Lending, Minibond ed Equity sono tre strategie di investimento alternative che stanno guadagnando sempre più attenzione da parte degli investitori alla ricerca di opzioni allettanti al di fuori dei mercati finanziari tradizionali. Scopriamoli insieme, esplorando i servizi di Azimut Direct.

Direct Lending, Minibond e Private Equity, cosa sono?

Analizziamo le caratteristiche di ciascuna strategia, in un contesto in cui la diversificazione del portafoglio e la ricerca di rendimenti allettanti sono diventate priorità per gli investitori, queste strategie offrono un’opportunità di esplorare nuovi orizzonti finanziari

Direct Lending

Il Direct Lending rappresenta un’opzione di finanziamento diretto offerta da soggetti non bancari. Questa forma di attività consente alle piccole e medie imprese, così come alle grandi aziende, di ottenere prestiti a medio-lungo termine per progetti di crescita, acquisizioni o rifinanziamento del debito.

I prestiti vengono erogati tramite piattaforme Fintech e finanziati da diverse fonti, tra cui soggetti privati attraverso il Peer to Peer Lending (P2P) e investitori istituzionali mediante fondi di investimento specializzati (Fondi di Investimento Alternativi o FIA) o operazioni di cartolarizzazione di prestiti erogati tramite piattaforme Fintech.

Si tratta di uno strumento importante per diversificare le fonti di finanziamento per le imprese, colmando le lacune dei modelli di servizio tradizionali. La maggior parte delle operazioni viene condotta attraverso piattaforme fintech che, grazie all’uso di infrastrutture digitali, dati e tecnologia, offrono alle imprese una risposta semplice ed efficace alle loro esigenze di credito.

Minibond

I minibond sono strumenti finanziari emessi dalle piccole e medie imprese (PMI) al fine di ottenere finanziamenti per i propri progetti di crescita e sviluppo. Si tratta di obbligazioni a medio-lungo termine che offrono agli investitori la possibilità di investire direttamente nel debito delle PMI, consentendo alle imprese di diversificare le loro fonti di finanziamento al di là delle tradizionali opzioni bancarie. I minibond presentano un valore nominale complessivo solitamente inferiore a 50 milioni di euro e possono essere emessi con diverse caratteristiche, come la durata, il tasso di interesse e la struttura di rimborso del capitale.

Gli investitori che acquistano minibond ricevono un tasso di interesse periodico, solitamente sotto forma di cedola, e alla scadenza del minibond viene rimborsato il capitale investito. Questa forma di finanziamento offre alle PMI una via alternativa per accedere al mercato dei capitali, contribuendo alla diversificazione del proprio portafoglio finanziario e alla riduzione della dipendenza dal credito bancario.

Private Equity

Il private equity rappresenta una forma di investimento a medio-lungo termine nelle imprese non quotate con un elevato potenziale di sviluppo e crescita, spesso denominate “high growth companies”. Questa strategia è principalmente adottata da investitori istituzionali con l’obiettivo di ottenere significativi guadagni di capitale attraverso la vendita della partecipazione acquisita o la quotazione in borsa dell’azienda stessa.

L’attività di private equity non si limita al semplice apporto di capitale di rischio, ma implica anche una serie di attività correlate e strumentali alla realizzazione dell’idea imprenditoriale.

È fondamentale che l’investitore istituzionale apporti competenze professionali alla società, partecipando alle decisioni strategiche e condividendo le proprie conoscenze ed esperienze. Tuttavia, la gestione operativa rimane responsabilità dell’imprenditore e del management dell’azienda.

La partecipazione di un investitore istituzionale di prestigio nel settore finanziario può conferire notorietà all’azienda stessa e favorire la fiducia del mercato quando si avvicina il momento della quotazione in borsa. In caso di successo dell’impresa, l’investitore istituzionale esce dall’investimento quando la società ha raggiunto il livello di sviluppo previsto. Nel caso di insuccesso, l’investitore si ritira quando ritiene che la situazione di crisi non possa essere risolta.

Il disinvestimento nel contesto del private equity può avvenire attraverso diverse modalità, tra cui la quotazione in borsa dei titoli della società partecipata, la vendita dei titoli a un’altra società o a un altro investitore istituzionale, il riacquisto della partecipazione da parte del gruppo imprenditoriale originario o la vendita a nuovi o vecchi soci.

Quando un investitore istituzionale entra in una società ad alto potenziale di crescita durante la fase di avvio, si fa riferimento al concetto di “venture capital”. In questo contesto, l’investitore fornisce fondi per sostenere lo sviluppo iniziale dell’impresa e, oltre al capitale, può apportare conoscenze e competenze specifiche per favorire il successo del progetto imprenditoriale.

In conclusione, in un contesto in cui la diversificazione del portafoglio e la ricerca di rendimenti allettanti sono diventate priorità per gli investitori, queste strategie offrono un’opportunità di esplorare nuovi orizzonti finanziari.