Coronavirus, sciopero dei benzinai: interviene il Garante e il Premier Conte.

SCIOPERO BENZINAI – In un momento di grave emergenza nazionale, nella lotta contro la pandemia del nuovo coronavirus covid-19, la quale ha gettato il mondo in una situazione mai provata nella storia dell’uomo, le associazioni di categoria dei benzinai comunica che da domani notte cominceranno a chiudere gli impianti di rifornimento carburante e in attuazione dello sciopero.

“Noi, da soli, non siamo più nelle condizioni di assicurare né il necessario livello di sicurezza sanitaria, né la sostenibilità economica del servizio”, scrivono Faib-Fegica-Figisc/Anisa. Da domani notte comincerà lo sciopero dei benzinai della rete autostradale, compresi raccordi e tangenziali, poi, via via, quelli sulla viabilità ordinaria.

“Correremo il rischio dell’impopolarità e dei facili strali lanciati da comode poltrone, ma davvero non abbiamo né voglia, né la forza per spiegare o convincere delle solari ragioni che ci sostengono. Chi volesse approfondire può chiedere conto a governo, concessionari autostradali, compagnie petrolifere e retisti indipendenti.

A ciascuno di essi compete fare per intero la propria parte se si vuole assicurare la distribuzione di benzina e gasolio”.

Sciopero benzinai: L’intervento del Garante.

Sulla questione è intervenuto il Garante il quale chiede ai sindacati dei gestori dei distributori di benzina di revocare subito lo sciopero proclamato domani 25 marzo.

“Dopo aver appreso a mezzo stampa di una chiusura degli impianti di carburante domani, 25 marzo, proclamata dalle segreterie nazionali di Fegica Cisl, Faib Confesercenti, Fegica Cisl, Figisc Anisa Confcommercio”, il Garante “invita le organizzazioni sindacali a revocare immediatamente l’astensione, dandone tempestiva comunicazione anche alla Commissione”.

Nel frattempo è intervenuto anche il Premier Conte:

“Filiera alimentare e i carburanti sempre garantiti, l’approvvigionamento è assicurato”, dice il premier Conte rispondendo all’annunciato sciopero dei benzinai. Il premier annuncia “un’ordinanza che assicuri rifornimenti nella penisola perché è chiaro che in questo momento dobbiamo presidiare le attività essenziali”.