Allarme Istat: Italia sempre più vecchia, un terzo delle famiglie è single

“Si capisce che il tempo della vecchiaia è arrivato quando la nostra anima ci dà sempre più emozioni e il nostro corpo sempre meno”, recita un famoso aforisma di Fabrizio Caramagna. Iniziamo dando una pillola di zucchero, con il lato romantico e poetico della questione, prima di addentrarci in questa notizia diffusa dall’Istat.

L’Italia, secondo l’Istituto nazionale di statistica, è un paese sempre più vecchio, con i single che ormai sono un terzo delle “famiglie”, con pochi bambini che nascono ma con la speranza di vita che si allunga. Un quadro preoccupante quello che emerge dal “Rapporto Istat 2017“.

Il dato che spicca di più è quello delle famiglie composte da una sola persona: sono ormai un terzo del totale (passate da 20,5 a 31,6%) mentre si riducono quelle numerose con cinque o più componenti (da 8,1 a 5,4%). Continua il calo delle nascite, ma torna ad aumentare la speranza di vita che passa da 80,1 a 80,6 anni per gli uomini e da 84,6 a 85,1 per le donne.

Nel 2016 si sono riempite 473438 culle, 12342 in meno rispetto all’anno precedente. E il calo delle nascite continua a essere affiancato dalla posticipazione dell’evento. Le gravidanze avvengono, infatti, in età sempre più avanzata. Il Nord-Est è l’area geografica con la speranza di vita più alta anche nel 2016, mentre il Mezzogiorno è caratterizzato da una vita media più bassa.

Aumentano i matrimoni ma ancora di più i divorzi.

Nel 2015 le nozze riprendono a crescere passando dai 189765 dell’anno precedente a 194377. Sul fronte delle separazioni si passa dalle 89303 del 2014 a 91706 del 2015. I divorzi aumentano con un numero decisamente più marcato. Da 52355 salgono a 82469, un’impennata dovuta soprattutto all’entrata in vigore a metà 2015 del “divorzio breve“. Dai dati dell’Istat sottolinea Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, un dato sconfortante che emerge è che nel volgere di vent’anni, il numero medio di persone che compongono una famiglia è sceso da 2,7 (media 1995-1996) a 2,4 (media 2015-2016).