SOS Tata, reality show italiano, e l’educazione dei bambini. Tata Lucia risponde al Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Vincenzo Spadafora, che ritiene leggittima la reazione dell’Associazione dei pediatri nei confronti del programma TV “SOS Tata”, nello specifico alla puntata andata in onda su “La 7”, il 14 settembre 2013.

Trasmissione televisiva utile per aiutare nel difficile compito di genitori, o fuorviante nel sostenere che esista un solo metodo giusto di educare i bambini; dalla prima edizione del format, nel 2005, ad oggi, i genitori e i pediatri si sono spesso schierati su fronti opposti. Ma, come ogni programma TV, si può decidere e scegliere se seguirlo o no. Quello che ha fatto indignare l’Associazione Culturale Pediatri e altre associazioni fino a chiedere l’intervento del Garante sono state però le immagini trasmesse nella specifica puntata. Immagini di un bambino di circa un anno in lacrime, lasciato solo dalla mamma sotto consiglio della Tata, nell’attuazione della tecnica dell’”estinzione graduale del pianto” per ottenere che il bambino impari a dormire da solo.

L’utilizzo dei bambini in TV è un argomento delicato, esistono leggi e codici di autoregolamentazione promossi dalle stesse TV, ma la diatriba non terminerà tanto presto. La stessa Tata Lucia Rizzi, la più anziana ed esperta del programma, laureata in America e ricercatrice, ha risposto al Garante con un’intervento (audio ascoltabile su corriere,it) in cui sostiene la correttezza del suo operato e sottolinea che il bambino in questione non si trovava nelle condizioni drammatiche di stress e frustrazione dipinte dall’Associazione Culturale dei Pediatri,

come una più attenta analisi delle immagini proverebbero.

Ma al di là dello “sfruttamento” dell’immagine del bambino in lacrime ripreso dalle telecamere, e per il quale il Garante ha parlato di “un modo di fare televisione spesso poco attento al rispetto dei principi sanciti dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia, poi ribaditi da diversi codici deontologici sottoscritti dal mondo dell’informazione, come la Carta di Treviso e il Codice di autoregolamentazione tv e minori”, l’episodio di SOS Tata ha innescato in Rete una discussione che vede partecipi molti utenti con i loro post e commenti; a favore o contro i metodi educativi delle tate del programma televisivo, ma soprattutto sul fatto che tali metodi di educazione vengano proposti in televisione ed entrino nelle case dei telespettatori italiani. Alcune dele stesse tate, specialiste, educatrici ed esperte del mondo dell’infanzia a cui la trasmissione televisiva ha dato notorietà, sono autrici di libri sull’educazione del bambino.