NUOVO STUDIO SUL CERVELLO – I bambini che crescono in famiglie povere potrebbero avere il cervello più piccolo rispetto ai loro coetanei più abbienti. Ma la qualità della genitorialità può aiutare a superare questo svantaggio.

Crescere in ambienti economicamente disagiati porterebbe nei bambini ad un minor sviluppo in volume di ippocampo e amigdala, le aree del cervello tra quelle responsabili di memoria e emozioni. Lo studio ha analizzato i dati relativi a 145 bambini di età compresa tra 6 e 12 anni, seguiti sin dall’età prescolare. Oltre ad esami clinici, sono state effettuati test psicologici. In alcune prove sono stati coinvolti anche i genitori, per verificarne il tipo di comportamento e la qualità del rapporto con i figli.

I risultati dettagliati dello studio “Effetti della povertà sullo sviluppo del cervello infantile” sono stati pubblicati sulla rivista specializzata pubblicato su JAMA Pediatrics, mentre l’agenzia di stampa Reuters, all’interno della sezione “Reuters Health” riporta le parole di un’intervista al dottor Joan Luby, professore di psichiatria infantile presso la Scuola di Medicina dell’Università di Washington a St. Luis e autore principale dello studio sulla relazione tra povertà e sviluppo del cervello infantile.

Ad interferire con lo sviluppo del cervello non è però solo il livello socio-economico. Ad esempio, i ricercatori hanno verificato che i bambini tendono ad avere un cervello più piccolo anche in caso di una vita ricca di eventi causanti stress o in presenza di atteggiamento ostile dei genitori.

Lo studio non può dimostrare indiscutibilmente che la povertà o il tipo di genitorialità influenzi direttamente le dimensioni del cervello. I risultati suggeriscono piuttosto la possibilità che i bambini poveri tendano ad avere cervelli più piccoli, ma anche che un atteggiamento dei genitori positivo e attento nei confronti dei figli può altresì ridurre questo effetto negativo.

Genitori sensibili, stimolanti, attenti ed emotivamente disponibili sono il segreto per far fronte agli effetti negativi del crescere in un ambiente economicamente diasagiato.

Il dottor Charles Gay, direttore medico degli ambulatori ospedalieri di neurologia per bambini in Texas, nonché professore associato nel dipartimento di pediatria del College of Medicine di Baylor, ha sottolineato in un intrevento alla CBSNews che crescere in un ambiente a basso reddito può avere un effetto negativo sullo sviluppo del bambino, ma lo studio non ha dimostrato che i bambini poveri abbiano più probabilità di avere problemi comportamentali o problemi cognitivi dei coetanei benestanti. Inoltre, lo studio non ha esaminato le abilità cognitive, quindi non si possono trarre conclusioni sul fatto che le dimensioni del cervello siano collegate a problemi comportamentali o di apprendimento.