PREVENIRE L’INFARTO: OLTRE AI SINTOMI, l’osservazione di sé. Segni visibili di invecchiamento evidenziano l’aumentato rischio di malattie cardiache e infarto.

Un nuovo studio presentato al meeting annuale 2012 dell’American Heart Association, ma in fase preliminare e quindi ancora in attesa di pubblicazione, suggerisce che il guardare la propria immagine allo specchio e analizzare i segni dell’avanzare dell’età possa aiutare a sospettare l’arrivo dell’infarto prima di avere dei sintomi fisici.

Il consiglio degli esperti che hanno realizzato lo studio, dalla voce dell’autore principale, Anne Tybjaerg-Hansen, docente di biochimica clinica presso l’Università di Copenhagen in Danimarca, che ha detto in un comunicato stampa: “Il controllo dei segni visibili dell’invecchiamento dovrebbero essere parte degli esami di rutine di ogni dottore“.

I segni visibili dell’invecchiamento riflettono l’età fisiologica o biologica e non l’età cronologica, secondo Anne Tybjaerg-Hansen.

I ricercatori danesi hanno preso in esame circa 11 mila persone di età superiore ai 40 anni con lo scopo di migliorare la prevenzione dell’infarto.

Dopo anni di monitoraggio, i ricercatori hanno identificato 3401 pazienti partecipanti allo studio che hanno sviluppato malattie cardiache e 1708 che hanno avuto un attacco di cuore.

Uno sguardo attento al loro aspetto fisico ha rivelato che chi mostrava tre o quattro segni tipici dell’invecchiamento aveva il 57% in più di probabilità di subire un attacco di cuore.

Il 39% in più di probabilità di sviluppare malattie cardiache.

Prevedere e prevenire l’infarto: quali sono i segni visibili che indicano il possibile insorgere di un infarto? Rughe che appaiono o si approfondiscono, caduta dei capelli e calvizie, pieghe evidenti al lobo dell’orecchio, depositi di grasso giallastri intorno alle palpebre (xantelasmi).

Proprio i depositi di grasso intorno agli occhi sono il più forte segnale predittore sia dell’infarto che di malattie cardiache.

La presenza di xantelasmi, sottolinea anche il dottor Paolo Mezzana, dermatologo e chirurgo estetico, “È, infatti, associata a un significativo rischio di cardiopatia ischemica e infarto miocardico, anche dopo l’aggiustamento dei tradizionali fattori di rischio cardiovascolare, tra cui i livelli di lipidi plasmatici. La presenza di xantelasmi palpebrali, si associa a un rischio aumentato di infarto miocardico, cardiopatia ischemica, grave aterosclerosi (…) indipendentemente dai noti fattori di rischio cardiovascolare (comprese colesterolemia e trigliceridemia)“.

Niente allarmismi, però, in attesa di saperne di più sullo studio dell’American Heart Association sulla possibilità che i segni visibili di invecchiamento possono predire il rischio di malattie cardiache e infarto.