Il disturbo psichiatrico diagnosticato da un test del sangue, basato su 11 marcatori, efficace soprattutto nell’individuazione della depressione che colpisce gli adolescenti.

Questo potrebbe essere il futuro della diagnosi dei casi di stato depressivo, se due recenti studi perverranno alle conclusioni che ci si aspettano. I ricercatori stanno cercando di capire in cosa si differenzia il sangue di una persona depressa da quello di qualcuno non affetto da depressione.

Nell’ultimo studio, in particolare, pubblicato nella rivista Translational Psychiatry, i ricercatori hanno identificato 11 nuovi marcatori, o sostanze chimiche nel sangue, in grado di segnalare l’esordio precoce della depressione. Questi marcatori sono stati trovati in diversi livelli in adolescenti con depressione rispetto ai loro livelli nei ragazzi che non presentavano la condizione depressiva.

Attualmente, la depressione, anche quella adolescenziale, viene diagnosticata con un test soggettivo, che si basa sulla spiegazione, da parte della persona affetta dal disturbo, dei propri sintomi, e l’interpretazione di questi sintomi da parte di uno psichiatra. Questi esami del sangue non sono destinati a sostituire il ruolo dello psichiatra nella diagnosi, ma potrebbero rendere più facile il processo di diagnosi della depressione.

Questa malattia inoltre, nel periodo adolescenziale è una condizione distinta, diversa dall’esordio in età adulta della depressione. In adolescenza, “ha un contributo leggermente superiore la genetica, ed inoltre di solito la depressione ha un corso più difficile“, ha detto il professor Redei, uno degli specialisti coinvolti nello studio.