Migranti, Amnesty denuncia per maltrattamento l'Italia mentre affonda gommone (12 morti)

Un gommone affonda, 12 morti e diversi dispersi in mare. Al momento sono state salvate 29 persone, ma a bordo ve ne erano altri. È il pesante bilancio del naufragio di un barcone avvenuto al largo della Libia. I migranti tratti in salvo dai soccorsi composti da 5 navi coordinate dalla centrale operativa della Guardia costiera di Roma, sono 29 persone mentre sono stati recuperati 12 cadaveri. I profughi erano stipati su un gommone che generalmente partono con un numero superiore di persone.

Le operazioni di salvataggio continuano. Il battello su cui si trovavano i migranti, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, secondo fonti istituzionali, è affondando a 25 miglia a nord delle coste libiche. Il gommone si è avventurato in mare nonostante le condizioni proibitive (forza quattro).

La denuncia di Amnesty International.

Le pressioni dell’Ue affinché l’Italia usi la “mano dura” nei confronti dei migranti hanno dato luogo a espulsioni illegali e a maltrattamenti che, in alcuni casi, possono equivalere a torture e a “detenzioni arbitrarie”. Lo sostiene Amnesty International in un rapporto. Secondo le testimonianze raccolte, anche per poter rilevare le impronte digitali ci sono stati “agghiaccianti episodi di violenza” con pestaggi, con l’uso di manganelli elettrici e in qualche caso umiliazioni sessuali.