INCIDENTE NUCLEARE IN GIAPPONE – Il numero di ricercatori esposto a radiazioni a basso livello nell’incidente in un laboratorio nucleare in Giappone il 23 maggio scorso è ufficialmente salito a 30.

Al momento dell’incidente 55 persone stavano lavorando nel laboratorio di Tokaimura, 120 km a nord est di Tokyo, nella prefettura di Ibaraki, ha riferito l’Agenzia giapponese per l’energia atomica. I ricercatori stavano svolgendo un esperimento consistente nel colpire dell’oro con un fascio di protoni. Secondo l’agenzia, le radiazioni sono state rilasciate accidentalmente durante l’esperimento a causa di un surriscaldamento, che si ha il sospetto sia stato causato da alcuni problemi tecnici. Le radiazioni sono poi state fatte trapelare dalla struttura verso l’atmosfera esterna e l’ambiente circostante nel tentativo di abbassare i livelli di radioattività all’interno del laboratorio.

L’agenzia JAEA, che inizialmente aveva parlato di solo sei ricercatori esposti a radiazioni, ha annunciato ieri in tarda serata che altre 24 altre persone sono state colpite. Non c’è stata comunque una fuga radioattiva rilevante e diffusa, e i ricercatori sono stati esposti ad una dose di radiazioni pari a 1,7 millisievert, una dose approssimativamente equivalente a una radiografia medica. “Nessuno di loro richiede attenzione medica”, ha precisato il portavoce dell’JAEA.

La sicurezza nucleare è una questione particolarmente delicata in Giappone, che nel 2011 ha vissuto più grave incidente nucleare del mondo in 25 anni, quando uno tsunami danneggiò la centrale nucleare di Fukushima.