Sempre più giovani scappano dall'Italia, politica incapace di creare opportunità.

Una politica sempre più lontana dalle reali esigenze degli italiani. Soprattutto lontana dai giovani molti dei quali preferiscono andare a lavorare e vivere all’estero. Se anni fa poteva essere una sensazione, oggi è una conferma. Arriva con i dati ufficiali dell’AIRE (Anagrafe degli italiani residenti all’estero). Sono 107529 gli italiani espatriati nel 2015 per un incremento del 6,2%. Hanno fatto le valige soprattutto i giovani tra i 18 e i 34 anni preferendo la Germania e abbandonando principalmente Lombardia e Veneto. Lo rileva il rapporto “Italiani nel mondo 2016” presentato oggi a Roma dalla Fondazione Migrantes.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha commentato la notizia affermando che “occorre creare il clima per farli tornare“. Però più che il “clima” sarebbe meglio creare le “condizioni” necessarie per farli tornare, ossia più lavoro, più pari opportunità, più potere d’acquisto, pensioni più umane, orario di lavoro ridotto. Del “clima” a sti ragazzi non interessa nulla. I giovani italiani si muovono dove hanno più possibilità di potersi creare una vita degna di chiamarsi tale.

Renzi ha aggiunto che “lo scambio europeo è fisiologico“, ci mancherebbe altro aggiungiamo noi. Siamo in una Europa unita e quindi dobbiamo essere liberi di circolare e scegliere dove vivere con la massima libertà.

Oppure per i nostri politici l’Europa si usa solamente a proprio uso e consumo? Che i giovani italiani se ne vanno all’estero perchè stufi di essere presi in giro?

Siamo ancora poco attrattivi. Bisogna creare occasioni d’innovazione, ricchezza. Mi fanno paura la rassegnazione, la mancanza di entusiasmo, di grinta“. Altro errore di Renzi se crede che i giovani se ne vanno dall’Italia perchè non hanno entusiasmo o grinta. E proprio il contrario, e si potrebbe aggiungere che se ne vanno perchè la “giustizia sociale” in Italia viene considerata una barzelletta. Perchè sanno di essere governati da persone che non li rappresenta. Perchè sanno che qui va avanti solo “l’amico dell’amico” (del politico possibilmente). Cioè la stessa storia da sempre.

Che i politici si rendano conto che non possono continuare a chiamarli “cervelli in fuga” ma bensì “cervelli in movimento“. ;-)