Deumidificatori cinesi Midea ritirati per rischio incendio.

Midea Group colosso, industriale cinese nel condizionamento che vanta un totale di 26 impianti produttivi nel mondo, sta provvedendo a richiamare deumidificatore, potenzialmente pericolosi, per improvvisa fusione o carbonizzazione dei componenti in plastica all’interno dell’elettrodomestico che possono prendere fuoco.

Con questa motivazione a partire da questo mese, Midea sta ritirando oltre 3,4 milioni elettrodomestici, secondo quanto pubblicato dalle autorità della U.S. Consumer Product Safety Commission con un comunicato giovedì sul sito web. Secondo le segnalazioni, anche se non ci sono stati feriti, alcuni deumidificatori avrebbero preso fuoco o si sarebbero sciolti improvvisamente, causando rischio di incendio e fumo.

Il richiamo, che è stato avviato riguarda i modelli dei seguenti marchi: Airworks, Alen, Arcticaire, Arctic King, Beaumark, Coolworks, ComfortAire, Comfort Star, Continental Electic, Crosley, Daewoo, Danby, Danby & Designer, Dayton,Degree, Diplomat, Edgestar, Excell, Fellini, Forest Air, Frigidaire, GE, Grunaire, Hanover, Honeywell, Homestyles, Hyundai, Ideal Air, Kenmore, Keystone, Kul, Midea, Nantucket,Ocean Breeze, Pelonis, Perfect Aire,

Perfect Home, Polar Wind, Premiere, Professional Series, Royal Sovereign, Simplicity, Sunbeam, SPT, Sylvania, TGM, Touch Point, Trutemp, Uberhaus, Westpointe, Winix e Winixl.

L’elenco dei modelli e numeri di serie inclusi nel richiamo sono disponibili sul sito internet della società. L’azienda ha quindi lanciato una campagna di richiamo gratuita. Per il momento non ci sono numeri relativi all’Italia. Midea Group ovviamente si scusa per l’inconveniente e si assume tutte le spese per la sostituzione. Il problema, nello specifico, secondo Midea, riguarda i componenti in plastica interni all’elettrodomestico.

I clienti che hanno acquistato questo articolo, sono pregati di non utilizzare il prodotto. Siamo soddisfatti del provvedimento adottato dalla CPSC or Commission, riferisce Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, soprattutto perché è un segnale verso il mercato italiano del ‘mordi e fuggi’. Ora ci aspettiamo, che sia intimato il ritiro anche di tutti gli altri prodotti risultati pericolosi.