Apocalisse Zombie Test: umanità distrutta in 100 giorni con il Modello SIR

Uno studio condotto dall’Università di Leicester nel Regno Unito, ha dimostrato che un ipotetico attacco di zombie ridurrebbe la popolazione umana a 253 unità in soli 100 giorni. Per lo studio è stato utilizzato il modello SIR. Uno zombie avrebbe il 90% di successo trovando e infettando un essere umano al giorno, in media questo porterebbe il virus zombie ad essere due volte contagioso rispetto alla Morte Nera, la peste che ha devastato l’Europa nel 1300.

L’articolo, pubblicato sul Journal of Physics Special Topics (link qui) presso l’Università di Leicester, è stato un uso fantastico di cosiddetto modello SIR, che si utilizza in epidemiologia per simulare come le malattie si diffondono nel tempo.

Non è la prima volta gli zombie sono stati utilizzati come metafora per la salute pubblica. Nel mese di dicembre 2015, per esempio, la rivista medica britannica The Lancet ha pubblicato un articolo dal titolo “Zombie infezioni: epidemiologia, trattamento e prevenzione”.

Il modello SIR è uno dei più semplici modelli epidemiologici in grado di catturare molte delle caratteristiche tipiche dei focolai. Il nome del modello deriva dalle iniziali S (popolazione sensibile), I (popolazione infetta) e R (popolazione recuperata). Il modello si riferisce alle tre varianti sulle popolazioni (suscettibili, infetti e recuperate) attraverso il tasso di infezione e il periodo medio infettivo.

È importante sottolineare che lo studio include il fatto che uno zombie potrebbe sopravvivere 20 giorni senza “cibo”. Dato che la popolazione iniziale è di 7,5 miliardi di esseri umani, ci vorrebbero 20 giorni perchè uno zombie possa causare un’epidemia di proporzioni catastrofiche. “Non abbiamo incluso la possibilità che gli esseri umani uccidono gli zombie”, hanno scritto.