Report Rai 3: Concorsi truccati all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (VIDEO).

Parla a Report il testimone chiave. Ieri mattina la Procura di Roma ha mandato i carabinieri del nucleo investigativo a perquisire 9 uffici della direzione finanziaria dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, oltre all’abitazione di un dirigente. Si cercano carte legate a un concorso pubblico del luglio 2013, già bloccato da una sentenza del Tar. Le indagini del pubblico Ministero Mario Palazzi e coordinate dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, sono in corso da alcuni mesi, e riguardano il concorso per 69 posti da dirigente (su migliaia di iscritti), che sarebbe stato truccato per farne passare alcuni già operativi dentro l’Agenzia.

Alcuni funzionari avrebbero camuffato una Gazzetta Ufficiale, ammessa per consultazione durante la prova scritta, consegnandola ai candidati “prescelti” prima dell’esame. Il tema infatti risulta scritto su copie contraffatte della gazzetta, al posto delle pagine normali, in questo modo era facile copiarlo in sede d’esame. Le ipotesi di reato, per il momento, vanno dal tentativo di abuso d’ufficio, alla violazione di una legge del 1925 che punisce chi copia durante i concorsi pubblici.

I nomi degli indagati non sono al momento noti, ma ci sarebbe almeno uno dei membri della Commissione esaminatrice, Alberto Libeccio, che tra l’altro pochi mesi prima del concorso aveva tenuto un corso di formazione proprio su una delle tracce poi uscite all’esame, e il capo segreteria del Direttore generale Giuseppe Peleggi, Paolo Raimondi.

Un’ex dirigente dell’agenzia delle dogane dichiara a Report che sarebbe stato proprio Raimondi, evidentemente con altri, a falsificare la Gazzetta. Da quanto ci risulta anche un Regolamento Europeo conteneva pagine contraffatte con uno dei temi poi usciti al concorso.

Una truffa ben organizzata, soprattutto se si pensa che viene dall’interno di una Pubblica amministrazione dipendente dal Ministero delle Finanze.

Leggi questo interessante commento/denuncia apparso su Report Rai 3 in Facebook, a firma dell’utente Eugenio Stricelli: “Io ho partecipato a quel concorso; ebbi subito la percezione che qualcosa non andava. Inoltre il tema, se non eri un magistrato che si occupa di diritto del lavoro, era impossibile da svolgere. Scrissi 20 righe e abbandonai… e vidi, uscendo, decine di candidati che scrivevano come se stessero commentando una partita di campionato sto. I concorsi si devono tenere completamente nudi in aula e con commissioni croate“.