Le sorelle Williams e Simone Biles dopate alle Olimpiadi, le prove degli hacker russi

Le tenniste statunitensi Serena e Venus Williams (nella foto) hanno preso sostanze proibite per fini terapeutici. L’illegalità è stata approvata dall’Agenzia internazionale antidoping (WADA) che adesso ha tutti gli occhi del mondo contro. A renderlo pubblico l’azione degli hacker che si fanno firmare “Fancy Bear“i quali sono entrati negli archivi dell’Agenzia rubando i dati che non erano pubblici. L’azione era stata portata a termine per dimostrare che “diverse stelle Usa avrebbero fatto ricorso a certificati medici per giustificare valori anomali”.

Lo scandalo del doping che ha tenuto gli atleti russi lontano da Rio, rimbalza adesso sullo sport statunitense con le star americane che avrebbero partecipato alle Olimpiadi dopo aver assunto in abbondanza farmaci “proibiti”.

Ossicodone, idromorfone, prednisone, prednisolone e metilprednisolone, queste le sostanze assunte da Serena Williams. Mentre la sorella Veuns, tra il 2010 e il 2013 ha ricevuto il permesso dall’agenzia antidoping per assumere sostanze come prednisone, prednisolone, triamcinolone e formoterolo. Guarda il certificato.

Accuse anche per Simone Biles (foto), la straordinaria ginnasta capace di vincere 4 ori alle Olimpiadi alla quale la Russia ha partecipato con una delegazione ridotta per le sanzioni legate alle accuse di doping di Stato.

In serata è arrivata la reazione dell’Usada, l’agenzia antidoping statunitense, che difende gli atleti olimpici americani. Secondo quanto riportato da Rai News, l’agenzia spiega che “non hanno fatto nulla di sbagliato e hanno sempre seguito le regole per ottenere il premesso ad usare medicine necessarie. L’azione degli hacker russi è codarda e spregevole”.