Cecile Kyenge parte civile per l'omicidio Fermo

Omicidio Fermo, Cecile Kyenge a 24Mattino su Radio 24: “parte civile perché è una questione di dignità personale. Il PD ha sottovalutato il problema e non ha dato risposta adeguata”.

Mi costituirò parte civile “perché è una questione di dignità della persona. Quindi bisogna non sottovalutare i segnali e far capire l’importanza e le diverse responsabilità che da una parte sono responsabilità politiche, dall’altra parte sono responsabilità anche culturali” mi costituirò “come persona che porta avanti la lotta con un gruppo di realtà, di associazioni sulla lotta contro il razzismo. Non c’entra niente il partito”.

“Il partito se vuole costituirsi lo potrebbe fare, anzi non sarebbe neanche male perché a mio avviso questo tema è stato sottovalutato e noi non abbiamo dato una risposta adeguata. Come classe politica non abbiamo saputo dare la risposta a quello che fu uno dei punti che mi hanno fatto partire anche come lotta su questo tema”.

Così Cecile Kyenge, ex ministro per l’Integrazione ed eurodeputata Pd, intervistata oggi a 24Mattino su Radio 24 ha spiegato la volontà di costituirsi parte civile nel processo sull’omicidio di Emmanuel Chidi Namdi a Fermo.

“Ho deciso di non lasciare da sola lei (la vedova di Emmanuel Chidi Namdi, ndr), di starle accanto perché io so come mi sono sentita, molto sola in alcuni momenti, dove mancava anche un supporto proprio di chi doveva dare una risposta concreta: la legge, le istituzioni”.

Alla domanda se si fosse sentita lasciata sola anche dal suo partito, l’eurodeputata Pd Kyenge ha risposto ai conduttori di 24Mattino su Radio 24: “Non si può generalizzare all’interno del nostro partito ci sono persone, c’è la base che è stata al mio fianco, ma si può dire che in generale il partito non ha saputo dare una risposta, la politica non ha saputo dare una risposta“.

“Io su questo sono molto netta, ma anche sul fatto che di essermi costituita parte civile in tutti i processi che sto seguendo, perché li sto seguendo io, li sto pagando personalmente, attraverso anche un mio avvocato, e non vorrei che si trovasse così anche lei perché so cosa significa. E proprio per questo che le mie motivazioni sono molto precise”.

Cecile Kyenge chiude affermando a Radio 24: “l’insulto a sfondo raziale con istigazione all’odio raziale di Calderoli non ha mai trovato una risposta, io oggi con lui andrò fino alla corte costituzionale”.