Procura di Bologna: 23 indagati per "la patata bollente"

La Procura di Bologna sta notificando gli avvisi di fini di indagine, che di prassi precedono la richiesta di rinvio a giudizio, a 23 indagati relativamente all’immissione sul mercato di ortaggi con etichette non veritiere in quanto a qualità e origine del prodotto: è il caso denunciato da Report con l’inchiesta di Luca Chianca “La patata bollente” del 28 aprile 2014.

Come descritto nella pagina web di Report, a quattordici persone è contestata l’associazione per delinquere finalizzata a commettere frodi ai danni della grande distribuzione.

Al vertice ci sarebbe stato Giulio Romagnoli, ex patron della Fortitudo Basket e titolare della “Romagnoli Fratelli Spa”, azienda che in una nota ha assicurato la correttezza del proprio operato, confidando “di dimostrare la totale infondatezza delle accuse”. Al fianco di Romagnoli, secondo gli investigatori, Antonio Covone, legale rappresentante dell’omonima impresa fornitrice, che si sarebbe occupato di acquistare all’estero prodotti agroalimentari poi spacciati per italiani.

Tra le altre irregolarità emerse dalle indagini, l’indicazione di qualità superiori a quelle effettive e false attestazioni di origine geografica protetta o di provenienza da agricoltura biologica. Di corruzione tra privati risponde Claudio Gamberini, all’epoca dirigente di Conad, che, consapevole della frode, avrebbe ricevuto benefit tra cui un abbonamento allo stadio e, come riportato nella puntata di Report, un’auto da 8500 euro, acquistata in prima persona dai Romagnoli. Si dimise poco dopo la messa in onda del servizio.