Rugby Sei Nazioni: Irlanda-Italia 58-15, Italrugby vicina al "cucchaio di legno"

Rugby Sei Nazioni: Irlanda-Italia 58-15, Italrugby vicina al “cucchaio di legno”. Pesante sconfitta per l’Italrugby all’Aviva Stadium di Dublino nella quarta e penultima giornata del Sei Nazioni 2016. Gli azzurri del ct Brunel si sono arresi all’Irlanda con il punteggio di 58-15, collezionando cosi’ il quarto ko in altrettante gare disputate nel Torneo. Sabato prossimo ultima sfida in Galles, con gli azzurri che si presentano come ultimi a zero punti e si avviano a conquistare il secondo “cucchiaio di legno” negli ultimi 3 anni.

Rugby Sei Nazioni Irlanda-Italia 58-15: l’analisi del ct dell’Italrugby, Jacques Brunel. “Cosa non ha funzionato? La nostra difesa, semplice: quando abbiamo avuto il pallone siamo riusciti a metterli in difficolta’, ma mai abbiamo avuto la capacita’ di contrastarli in attacco. Oggi abbiamo sbagliato partita poi si possono trovare tutti gli aspetti negativi. Non possiamo pero’ dimenticare che nel finale c’erano in campo Zanusso, Fabiani, Ceccarelli e Steyn, tanti ragazzi che non hanno mai giocato a questi livelli e che dunque non possono essere pronti per partite del genere.

Serve esperienza e oggi questi giocatori hanno imparato quale e’ il livello di una squadra come l’Irlanda”.

Rugby Sei Nazioni Irlanda-Italia 58-15: il commento di Sergio Parisse. “E’ difficile trovare le parole giuste dopo una sconfitta del genere, i ragazzi che sono entrati ci hanno hanno dato una spinta nonostante il risultato. Avevo detto che se avessimo lasciato giocare l’Irlanda con tranquillita’ e senza pressione, sarebbe stata durissima, e quando la testa in certi momenti molla, molla anche il fisico. Un’involuzione? Si’, se si vede il risultato. C’e’ un cambio generazionale, sono tanti i ragazzi che muovono i loro primi pass: non e’ una scusa o un alibi, sono convinto che tantissimi stanno imparando prima in questo Sei Nazioni che in due o tre stagioni in Italia. Questa e’ la realta’, bisogna restare positivi e aiutare questi ragazzi a crescere per il futuro. Ci sono ragazzi con tantissime qualita’ fisiche ma bisogna lavorare di piu’, senza accontentarsi di giocare in franchigie importanti o in Nazionale. C’e’ da capire che si puo’ sempre migliorare e come movimento dobbiamo renderci conto che bisogna cambiare strada e vedere se le cose finora fatte ci hanno dato risultati o no”.