Bruce Lee, l'inventore del cinema da combattimento

Colpi d’ala, ma soprattutto tanti colpi di kung fu nella storia che Enrico Ruggeri racconta giovedì 25 febbraio a il Falco e il Gabbiano in onda alle 15:30 su Radio 24. Il protagonista di questa puntata ha avuto una vita molto breve, ma piena di scelte coraggiose e decisioni prese per superare ostacoli apparentemente insormontabili. È la storia di Bruce Lee, la leggenda delle arti marziali e del cinema di combattimento, un genere che in qualche modo ha lanciato proprio lui, aprendo la strada ai vari Van Damme, Seagal, Norris e così via.

Non solo attore e uomo di cinema, ma anche e soprattutto maestro di un’arte antica, il kung fu, che ha studiato e praticato per tutta la vita, arrivando a riscriverne le regole millenarie. Si racconta che da ragazzino avesse problemi con i ragazzi più grandi, legati alla piccola criminalità locale. Così, a soli 13 anni, decide di studiare le tecniche di difesa delle arti marziali per evitare di prenderle.

Si iscrive a una scuola di kung fu, si appassiona e diventa un allievo perfetto, ma resta un ragazzino dal carattere piuttosto irrequieto tanto che le sue scazzottate, sempre più frequenti, portano il padre alla decisione di mandarlo a studiare negli Stati Uniti.

Laureatosi in filosofia diviene docente universitario, ma ciò nonostante non abbandona quella che è la sua vera passione. Apre una scuola di kung fu: una scelta che viene apertamente osteggiata dalla comunità cinese per la quale non è una buona cosa insegnare agli occidentali i segreti millenari del combattimento. Ma non gli basta.

Bruce Lee

Da giovane a Hong Kong ha sperimentato l’attività di attore e vuole provarci anche in America.

E ci riesce. A riportarlo alla recitazione e al cinema è William Dozier, il produttore della famosa serie televisiva “Batman e Robin”. Lee si trasferisce a Los Angeles con la famiglia e negli anni successivi ottiene piccoli ruoli in serie famose, ma nessuno gli offre una parte da protagonista.

Dopo sei mesi di immobilità a causa di un infortunio, decide improvvisamente di chiudere le sue scuole di kung fu e di dedicarsi completamente al cinema. Se il pregiudizio verso gli orientali nel mondo del cinema americano è troppo forte, Lee decide allora di andare a fare i suoi film a Hong Kong, dove arriva addirittura a fondare una propria casa di produzione.

È il ’72 quando realizza un film davvero tutto suo, “L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente”. Scrive la sceneggiatura, lo dirige e lo produce. Ovviamente interpreta il ruolo principale. Nel film appare anche Chuck Norris, in una famosa scena di combattimento all’interno del Colosseo, a Roma. Forse la scena di lotta più famosa della storia del cinema.

All’apice del successo, ha soli 32 anni quando si trova ad Hong Kong per incontrare un produttore per parlare del suo prossimo film, Game of Dead, di cui ha girato già alcune scene. È con un’amica attrice, Betty Ting Pei. Ha una fortissima emicrania e assume un antidolorifico. Si mette a letto e si addormenta. Non si sveglierà più. Scopriremo la storia di Bruce Lee attraverso il racconto di Enrico Ruggeri giovedì 25 febbraio nella puntata de Il Falco e il Gabbiano in onda alle 15:30 su Radio 24. Per l’ascolto in diretta live streaming: www.radio24.it.