Perché Laura Pausini non partecipa al Festival di Sanremo

Laura Pausini è stata ospite di Radio Festival, la web radio di Gruppo Finelco interamente dedicata al Festival di Sanremo con aneddoti, curiosità, contributi audio originali e le interviste ai protagonisti. Ecco qualche passaggio dall’intervista rilasciata a Beppe Cuva e ascoltabile online su 105.net, radiomontecarlo.net, unitedmusic.it e sulle app di riferimento delle radio fm.

Cuva: Hai vinto Sanremo Giovani nel 1993 con “La solitudine”, sei tornata l’anno dopo con “Strani amori” e poi mai più in gara.

Laura Pausini: Quando vai bene non vai a Sanremo se l’hai già vinto. La realtà delle cose è questa e chi ti dice il contrario ti dice una bugia. Quando hai una carriera che sta avendo molto successo non è raccomandabile andare a Sanremo, se vai e non arrivi primo è un rischio; perché fare questo passo? Qualcuno può decidere di prendersi questo rischio e andare lo stesso in gara. Io sinceramente ho paura ad andare in gara e non vincere e quindi non ci vado. Quest’anno mi hanno invitata come ospite; è vero che è molto strano essere un ospite italiano in mezzo gli altri italiani. Io mi sento impaurita nello stesso modo di quando ero in gara.

Sono comunque molto onorata di essere nata lì; io penso che quando si può parlare di Sanremo bisogna sempre parlarne bene, anche se non ti piace la lista delle persone in gara o degli ospiti o di chi lo presenta. Sanremo è comunque un’istituzione e dobbiamo fare in modo che rimanga tale. Credo tantissimo nel Festival, è ancora oggi l’evento musicale più importante del mondo.

Cuva: L’anno prossimo lo potresti presentare tu.

Carlo Conti sarà il direttore artistico e già l’anno scorso aveva espresso il desiderio di averti al suo fianco, ma tu eri impegnata a Miami.

Laura Pausini: Presentare Sanremo è una grande responsabilità, richiede una preparazione, io non è che dal niente posso diventare una presentatrice senza prepararmi. Carlo stesso quando gli ho detto “Carlo, non potrei fare le prove” si è reso conto che non potevo farlo.  Io non so cosa succederà l’anno prossimo, in tutta sincerità non ne abbiamo neanche parlato. Vediamo cosa succederà nei prossimi mesi perché fino alla fine dell’anno io ho un calendario già tutto pieno.

Ricordo tutte le canzoni del Festival, le ho cantate per dieci anni al pianobar. Una che avrei voluto tanto cantare è “Cinque giorni” di Zarrillo che poi ho cantato nel disco “Io canto”. “Destinazione paradiso” e “La mia storia tra le dita” mi piacciono tantissimo. Mi piace “La notte” di Arisa, quelle di Giorgia, “Luce di Elisa”, quelle di Eros tutte e anche quelle di Biagio. Mi sono sentita vibrare dentro quando ho cantato “Scrivimi” di Nico Buonocore.

Cuva: Hai qualche consiglio da dare ai giovani in gara al Festival per vivere bene quella settimana?

Laura Pausini: Sappiate che non vivrete bene. Se lo vivete bene secondo me c’è qualcosa che non va. E’ una cosa talmente gigante che devi essere agitato, devi avere paura. Sii te stesso su quel palco, non importi di essere un altro. A me ha salvato questo.

Io devo tutto a Eros. Per me lui è stato un punto di riferimento, per me e per tutte le persone che hanno la fortuna di poter andare fuori dall’Italia. Io senza Eros forse canterei in Italia e basta. Gli devo tantissimo. Eros è il primo che è andato fuori, è il più grande di tutti.