Scandalo Dieselgate Renault: nessun software fraudolento

FRANCIA – La casa automobilistica Renault ha confermato che ispettori francesi della DGCCRF (Direzione generale Concorrenza, consumatori e repressione delle frodi) hanno perquisito settimana scorsa diverse sedi della Renault e hanno sequestrato, in particolare, i computer del centro di Lardy, che realizza prove sulle emissioni inquinanti dei veicoli prodotti dalla casa automobilistica.

Secondo il sindacato CGT le ispezioni fanno sospettare un possibile coinvolgimento di Renault nello scandalo sulle emissioni, che ha già colpito Volkswagen e altre industrie del settore.

Su questi sospetti il titolo Renault ha perso il 20% alla Borsa di Parigi. Il titolo sconta inoltre il calo delle vendite di auto in Russia nel 2015 (-46%), dove il Gruppo è esposto con il marchio Autovaz. Dopo lo scandalo Volkswagen, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, Renault ha annunciato nel mese di dicembre un piano di investimento di 50 milioni di EURO per ridurre il divario tra le emissioni dalle sue vetture in condizioni reali.

Nei motori delle auto diesel Renault esaminate dalle forze dell’ordine francesi non è stato trovato nessun sotfware fraudolento in grado di aggirare i testi sulle emissioni, tipo quelli Volkswagen. Lo fa sapere l’azienda dopo le ispezioni della polizia anti-frode. In seguito ai chiarimenti dell’azienda, il titolo ha leggermente ridotto le perdite in Borsa a Parigi al 15%. La concorrente Peugeot fa intanto sapere di non essere stata coinvolta da indagini simili.