Licio Gelli è morto a 96 anni

Famosa frase di Licio Gelli (Pistoia, 21 aprile 1919 – Arezzo, 15 dicembre 2015) morto ieri all’età di 96 anni. Imprenditore e faccendiere italiano, principalmente noto come maestro venerabile della loggia massonica segreta P2, venne condannato per depistaggio delle indagini della strage di Bologna del 1980.

Dopo essere stato detenuto in Svizzera e Francia, è vissuto ad Arezzo, a Villa Wanda (nome dato in onore della moglie).

Il 17 marzo 1981, i giudici istruttori Gherardo Colombo e Giuliano Turone, nell’ambito di un’inchiesta sul finto rapimento del finanziere Michele Sindona, fecero perquisire la villa di Gelli a Castiglion Fibocchi (AR) e la fabbrica di sua proprietà (la Giole, sempre a Castiglion Fibocchi), che portò alla scoperta di una lunga lista di alti ufficiali delle forze armate e di funzionari pubblici aderenti alla P2.

Questa comprendeva gente importante, dalla politica ai servizi segreti, fino allo spettacolo, tra questi Silvio Berlusconi, Vittorio Emanuele di Savoia, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Costanzo, e tanti altri. Licio Gelli avrebbe anche affermato che lui aveva la P2, Cossiga la Gladio e Andreotti l’Anello.

Con la P2 avevamo l'Italia in mano. Con noi c'era l'Esercito, la Guardia di Finanza, la Polizia, tutte nettamente comandate da appartenenti alla Loggia

— Licio Gelli