Opzioni binarie e trading: le opportunità proposte dalle banche italiane.

Tecnologia e finanza si sono tese la mano soprattutto dalla fine della prima decade degli anni 2000, ma è negli ultimi periodi che il trading online e le opzioni binarie sono diventate quasi un fenomeno di massa, grazie in particolare allo sviluppo e al consolidamento di piattaforme e broker, da un lato, e alla possibilità di accesso alla Rete in ogni istante con gli smartphone di nuova generazione. Questo successo non ha lasciato indifferente il mondo bancario italiano che, anzi, ha studiato nuovi strumenti da mettere a disposizione dei propri clienti.

Apriamo una parentesi. Si definisce “binaria” (dal latino, composto di due membri) quel tipo di particolare nella quale il payoff assume due soli possibili esiti allo scadere del tempo prestabilito: o si guadagna una certa quota fissa in caso di investimento vincente, oppure si perde. Questa è una delle grandi differenze col trading online tradizionale, che invece genera comunque un flusso di guadagno (seppur magari in calo rispetto al prezzo di acquisto). L’altra caratteristica del trading binario è che effettua operazioni “sul” mercato e non “nel” mercato: può sembrare solo un minimo dettaglio, questo cambio di preposizione, e invece ha un significato molto importante. In pratica, non si sarà titolari di un’azione, ma si proverà a predirne il comportamento in un determinato periodo di tempo. Per questo, è più semplice operare con le opzioni binarie, perché innanzitutto non si deve acquistare un asset, e quindi non si deve seguire con apprensione la curva del suo prezzo, e poi c’è possibilità di diversificare i propri investimenti su vari fronti, dai beni primari alle valute fino a titoli azionari. Per ulteriori informazioni e approfondimenti si può far riferimento al forum specializzato di www.opzionibinarie60.com.

Azioni online. Altro caso è quello del trading online, che si differenzia dalla tradizionale principalmente per il mezzo, appunto, perché Internet consente la compravendita dei vari prodotti finanziari a disposizione (azioni, obbligazioni e titoli) stando comodamente a casa. Al momento, è questo il campo nel quale sono entrate alcune banche italiane, che offrono ai clienti diverse offerte e vari strumenti per aprire e tenere il proprio conto corrente.

I dettagli fanno la differenza. Prima di decidere su quale Istituto orientarsi, bisogna valutare una serie di parametri strategici, come ad esempio il costo stesso della piattaforma (canone che può essere annuale o mensile), la commissione richiesta per ogni operazione (che quindi incide anche sul calcolo dell’eventuale guadagno), l’eventuale presenza di promozioni o bonus, i servizi connessi che ampliano la gamma di prodotti offerti, la presenza e l’affidabilità dell’assistenza ai clienti, la possibilità di seguire dei corsi di formazione specifici per apprendere le basi del funzionamento di questo trading e dei mercati.

Esempi concreti. A tracciare la strada in Italia sono state prima di tutto le banche “online” come Fineco, Ing Direct e WeBank e i gruppi storici come Intesa Sanpaolo e Banco Popolare, che oggi hanno varie proposte per i clienti che intendono investire nel mercato “virtuale”. Si chiama “trading +”, ad esempio, il servizio di Intesa Sanpaolo, con funzionalità per seguire il mercato mediante informazioni “in push” aggiornamento in tempo reale dei propri titoli: Il canone mensile è pari a 25 euro, azzerato se si eseguono almeno 20 ordini in un mese. L’offerta di Fineco, che si proclama “leader di mercato nella Borsa Italiana”, prevede un pagamento massimo di 19 euro per ordine, che però si può ridurre fino a 2,95€ aumentando la propria operatività; la piattaforma di distingue anche per una serie di servizi come mercati in push, marginazione, Multicharts e ordini automatici. Webank, infine, punta su “T3”, piattaforma innovativa e veloce, con 30mila titoli in 20 mercati mondiali negoziabili con un clic, commissioni degressive e canone mensile azzerato se si raggiunge quota 50 euro di operazioni nel mese.