Il caldo infernale di queste ultime settimane ha fatto alzare i consumi in Italia per l’utilizzo dei climatizzatori d’aria, sia in ufficio che in casa, dove la notte e’ difficile dormire per la troppa afa. Comprensibile quindi il panico in rete scoppiato quando e’ stata diffusa la notizia sull’arrivo della tassa sui condizionatori d’aria. La temibile “tassa” sull’aria condizionata e’ stata annunciata da Federconsumatori e Adusbef che hanno stimato una spesa aggiuntiva di circa 200 euro a famiglia.

Un costo che aumenterebbe nel caso di piu’ condizionatori presenti in casa: la spesa puo’ salire fino a 300 euro. Sarebbero previste delle multe salate per chi non e’ in regola con importi che vanno da 500 a 3 mila euro. E’ vero che la direttiva europea recepita dall’Italia obbliga i proprietari ad una serie di adempienze come il fatto di possedere un libretto di impianto e controllare i condizionatori ogni quattro anni. Tranquilli tutti. Il Ministero ha precisato che ad essere sotto controllo saranno solamente gli impianti superiori ai 12 Kw. Il Ministero precisa anche che “l’obbligato di possedere il libretto per il condizionatore e’ in vigore dal 2014, data in cui e’ stata introdotta la norma che equipara gli impianti di climatizzazione a quelli di riscaldamento“.