Forex: euro in lieve rialzo, occhi sulla Fed

Un avvio di settimana molto interessante sul fronte dei mercati finanziari e, in particolare, del forex con l’euro che torna a salire dopo una serie interminabile di ribassi. Attualmente la valuta del vecchio continente viene scambiata a 1,058 sul dollaro in lieve rialzo rispetto ai minimi della scorsa settimana sotto quota 1,05.

Quella che abbiamo appena cominciato è una settimana povera di dati macro ma con 2 appuntamenti ugualmente importanti. Stasera parlerà Draghi, che dovrebbe dare maggiori delucidazioni sulle strategie che adotterà la BCE sul proseguimento del quantitative easing, e mercoledì toccherà alla Fed rilasciare dichiarazioni in merito alla politica monetaria.

Secondo il sito finanziario forexmoz.com è probabile che, come si apsettano l maggior parte degli analisti, si possa parlare di un probabile aumento dei tassi di interesse già da Giugno o, al più tardi, a Settembre. Nel complesso ci potrebbero essere delle interessanti opportunità di trading sul cambio euro/dollaro, anche se il target di medio/lungo periodo rimane sempre lo stesso: la parità prima e poi un euro a quota 0,90 sul dollaro.

Ovviamente molto dipenderà anche dagli sviluppi della vicenda greca che, al momento, sembra essere uscita dall’attenzione mediatica, con tutti i giocatori in campo che si godono questo momento di serenità sui mercati finanziari.

Da monitorare con attenzione anche il petrolio che è tornato a far registrare nuovi minimi per via dell’aumento delle scorte USA. Stando a quanto riportato su alcuni organi di stampa i depositi di giacenza americani sarebbero pieni di barili di greggio rimasto invenduto. In sostanza le aziende hanno continuato il processo di estrazione del petrolio anche se la domanda continua ad essere in forte calo.

Il greggio invenduto veniva stoccato in appositi magazzini ma ormai le scorte hanno superato il limite di sopportazione. Anche in questo caso ci potrebbero essere delle novità interessanti perchè le strade percorribili sono 2: o si rallenta l’estrazione o si riduce il prezzo per favorirne la vendita.

Quello che è certo è che le ripercussioni non si limiteranno al valore della materia prima ma ci saranno forti conseguenze anche sul forex e, in particolare, su quelle valute che dipendono in maniera diretta dall’esportazione di greggio. Una vicenda molto complessa il cui esito è tutt’altro che scontato.