Borsa: il tesoro entra nel capitale di MPS

Novità in casa Monte dei Paschi di Siena il cui titolo, in questi giorni, ha messo a segno dei rialzi molto interessanti. I mercati finanziari hanno festeggiato in questo modo l’entrata nel capitale del ministero del Tesoro.

In seguito alla perdita record del bilancio 2014, infatti, la banca dovrà pagare gli interessi sui Monti Bond in azioni ordinarie di nuova emissione. In questo modo il Tesoro entrerà a far parte del capitale in misura del 10% salvo poi scendere appena sarà completato l’aumento di capitale da 3 miliardi di euro.

Ovviamente il titolo ha messo a segno un rialzo importante in borsa proprio in virtù di questo nuovo “socio forte” che darà maggiore garanzia a quella che possiamo considerata una delle banche più tormentate.

Secondo https://www.comegiocareborsa.com/ la notizia ridà un po di ossigeno al titolo della Banca anche se la situazione debitoria rimane molto delicata. Il debito accumulato nel bilancio chiuso a Giugno 2014, infatti, fa registrare un rosso di ben 5,13 miliardi di euro.

Tuttavia il prossimo aumento di capitale, che porterà nelle casse della banca senese fino ad un massimo di tre miliardi di euro, dovrebbe rafforzare la presenza nel capitale della banca del gruppo Fintech Advisory del finanziere messicano David Martinez che attualmente detiene una quota prossima al 4,5%.

Novità in arrivo, in questo 2015, per quella che è la Banca più antica del mondo. Banca che, negli ultimi anni, ha avuto un rapporto difficile con le quotazioni di borsa per via dei debiti monstre accumulati nel corso del tempo da una gestione le cui scelte sono state a dir poco sindacabili.

Ora l’entrata nel capitale del ministero del Tesoro e l’eventuale aumento di capitale sottoscritto anche dal gruppo Fintech dovrebbe dare un minimo di stabilità finanziaria al gruppo con la speranza che il management riesca a ridurre il debito e rimettere ordine nei conti della Banca.

Il lavoro è ancora molto e la strada ancora ricca di imprevisti ma i mercati finanziari sembrano crederci e questo non è un aspetto da sottovalutare. Ovviamente molto dipenderà, anche, da come proseguirà la vicenda Grecia verso cui le banche italiane sono esposte per oltre 4 miliardi di euro.