Foto delle tre colombiane: Andrea Echeverri (scrittrice sx), Miss Universo 2015 Paulina Vega (centro), Andrea Echeverri (cantante dx)

Chiariamo subito che in Colombia si e’ fatta una poco di confusione. Alcun giornali hanno attribuito le parole della scrittrice Andrea Echeverri (la prima a sinistra nella foto in alto) alla popolare cantante Andrea Echeverri (alla destra nella foto), suo ononimo, ma che di mestiere canta con il gruppo musicale Aterciopelados. Con un tweet la cantante ha chiarito che le dichiarazioni su Miss Universo 2015, la colombiana Paulina Vega (al centro della foto), appartengono alla scrittrice, ma che in ogni caso si trova completamente d’accordo con lei.

Di seguito il testo originale in spagnolo latino:

“No se trata de gustos, ni de amargura ante la felicidad ajena. Si hay un concurso de belleza, pues mejor que ganemos en vez de perder, aunque, la verdad, sería mejor no participar y, sobre todo, que no existieran semejantes certámenes.

No, no es lo mismo el “logro” de Paulina Vega que el de Nairo Quintana: el deporte puede ser una profesión y claramente da sentido a la vida. Mientras que la “preparación” para ser “reina” consiste en frivolizarse al máximo, lo que hace que el sentido de la vida esté fuera -en el reconocimiento ajeno- y no en sí misma.

No hay duda de que la atracción sexual está mediada por la belleza. No culpo a nadie a quien le guste la gente bonita, ni a nadie tampoco por querer ser bonito: todos lo intentamos de alguna manera. Hace parte del juego de la seducción, que es maravilloso. El problema está en que ése se convierta en el mérito máximo de alguien. De verdad, qué tristeza.

La sociedad partriarcal, machista, de consumo, vive de este tipo de cosas que, de plano, son pan y circo. Que la gente que está jodida por casi todos los frentes tenga cosas como esta para alegrarse la vida no está mal en sí mismo: de nuevo el problema es que este tipo de cosas los (nos) ciegue ante lo que los (nos) jode.

Sobre todo que las mujeres sigamos (o sigan, las más jóvenes) siendo tratadas como objetos, que haya que trabajar el doble para ganar la mitad, que se considere que “sin tetas no hay paraíso”, que haya tanta anorexia y bulimia, y tanta, tantísima violencia de género, entre muchas otras cosas.

No quiero aguarle la fiesta a nadie, hasta me alegra de algún modo, aunque me dé pereza la lora que empieza con la ganada del título de “Miss Universo” (¡habrase visto lo pretencioso!), solo que espero que eso no siga sirviendo para justificar todo lo espantoso que hay detrás, que es demasiado”.

Questa la traduzione dal spagnolo all’italiano (se ci sono errori, per piacere non esitate a scrivere alla nostra redazione, grazie):

“Non si tratta di gusto e nemmeno di amarezza difronte la felicità degli altri. Se c’e’ un concorso di bellezza, è meglio vincere piuttosto che perdere, ma, in realtà, sarebbe meglio non partecipare e, soprattutto, che non esistessero questo tipo di eventi.

No, no e’ la stessa cosa la “conquista” di Paulina Vega con quella di Nairo Quintana: lo sport puo’ essere una professione e ovviamente da senso alla vita. Mentre la “preparazione” per diventare “regina” consiste nel diventare frivoli al massimo, il che rende il senso della vita una cosa esterna – il riconoscimento esterno – e non dentro se stessi.

Non vi è dubbio che l’attrazione sessuale è misurata per la bellezza. Non me la prendo con chi ama le belle persone, e nemmeno a quelli che vogliono essere belli: tutti lo cerchiamo in qualche modo. Fa parte del gioco della seduzione, che è meraviglioso. Il problema è che questo diventa il massimo merito per qualcuno. Davvero, che tristezza.

Il societa’ patriarcale, maschilista, di consumo, vive di questo genere di cose, per definizione sono “panem et circenses”. Persone che sono senza futuro hanno cose come questa per rallegrarsi la vita non è male in sé: ancora, il problema è che questo genere di cose ci rende tutti cechi.

Soprattutto che le donne continuino (o continuano le più giovani) ad essere trattate come oggetti, che si deve lavorare il doppio per ottenere la metà, che ritengono che “senza tette non c’e’ paradiso”, che ci sia tanta anoressia e bulimia, e tanta, tantissima violenza, tra le altre cose.

Non voglio rovinare la festa a nessuno, ne sono felice in un certo senso, anche se mi da pigrizia i pianti che cominciano con la vittoria del titolo di “Miss Universo” (pretenzioso!), solamente aspetto che questo non continui servendo per giustificare tutte le cose terribili che esistono dietro, che sono veramente tante”.