VIDEO BALENE – Dei sette capodogli arenati sulla spiaggia di Punta Penna in Abruzzo (Vasto, fra la Riserva naturale di Punta Aderci e il Molo Nord), quattro si sono salvati. Il salvataggio delle balene e’ stato possibile grazie all’intervento di volontari e Guardia Costiera i quali le hanno aiutate a riprendere il largo in mare. I grandi cetacei lunghi circa 12 metri e dal peso di circa 10 tonnellate, si erano arenati sulla spiaggia per motivi ancora da chiarire per mano dei veterinari della Asl provinciale di Chieti, le autorità locali e gli esperti dell’Università di Padova. Le operazioni di salvataggio sono state seguite anche dal ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti.

Secondo le prime indagini sembra che i cetacei abbiano subito una riemersione troppo rapida, la quale ha provocato una permanenza di gas nei vasi sanguigni. E’ quello che sostiene Legambiente: lo spiaggiamento è dovuto alle esplosioni “air-gun” per sondare la presenza di greggio. In pratica ai capodogli e’ successo la stessa cosa che succede con i sub quando vengono colpiti da embolia in seguito a una mancata decompressione.

Tra le varie spiegazioni del perche’ questi capodogli si siano spiaggiati a Vasto, c’e’ quella espressa nel stimolante articolo dal titolo “Vasto, chi sta esplorando in mare e chi controlla l’impatto ambientale?” a firma di Maria Rita D’Orsogna (Fisico, docente universitario, attivista ambientale) pubblicato su “Il Fatto Quotidiano” e che vi consigliamo di leggere. Alla fine dello stesso articolo, Maria Rita pone pure un interessante link dove si parla dello spiaggiamento di 100 balene in Madagascar, il piu’ grande della storia, e causato dal “multibeam echosonar” da parte della ExxonMobil nel 2008.

Il collage fotografico che vedete qui sopra, e’ stato pubblicato in Facebook dal gruppo “♥ Marcia su Roma in difesa dei diritti degli animali ♥“. Questa pubblicazione spiega le motivazioni secondo cui si pensa che il secondo più grande spiaggiamento di tutto il Mediterraneo sia stato causato dalla “ricerca petrolifera in mare”. Nella pubblicazione anche il link per firmare una petizione proposta da Greenpeace per chiedere all’Europa di scegliere la strada dell’energia rinnovabile e dell’efficienza energetica.

Anche La Repubblica ha pubblicato un articolo interessante dal titolo “Capodogli di Vasto morti per “embolia”. L’esperto: “Spaventati da attività petrolifere” dove si afferma che sono state rinvenute tracce di gas nel sangue dei cetacei: “riemersi troppo velocemente perche’ spaventati dai rumori delle tecniche di indagine sul sottosuolo. Erano tre esemplari femmina, una di loro era incinta”.

Di seguito invece il servizio con le immagini raccolte e pubblicate in un filmato video dall’agenzia di stampa RT su YouTube. Da segnalare comunque, la bella catena umana di aiuto e collaborazione con la quale si e’ riusciti a liberare quattro dei sette capodogli‬.