ADELE HA AVUTO IL PRIMO BAMBINO, tra i messaggi positivi e di congratulazioni, anche molti post offensivi hanno attaccato la cantante e il neonato. I “troll” sui social media si sono sbizzarriti, calcando le idee di sempre per le battute di cattivo gusto su Adele e con nuova ispirazione dalla nascita del bambino di Adele e del suo compagno Simon Konecki.

Come i fan si sono affidati ai messaggi su Twitter per le congratulazioni alla neo-mamma, gli istinti crudeli dei denigratori di Adele hanno trovato nel social network l’anonimato necessario pe rendersi colpevoli di sgradevoli commenti e di messaggi che suonano quasi come minacce.

C’è chi ha trovato modo di attaccare la cantante con minacce di morte per lei e il bambino, battute sul suo peso e barzellette sulla depressione post-partum.

Uno dei peggiori tweet rivolti alla neo-mamma è di un utente identificato, secondo il quotidiano The Independent, come Vanessa Bieber, che chiedeva pubblicamente se il bambino è “grasso e portatore di handicap” Aggiungendo, “Basta che lo abbia già ucciso. lol“. L’account, individuato, è stato cancellato.

L’annuncio del parto di Adele è stato accolto da un gran numero di commenti spiacevoli oltre che da rallegramenti, bene ha fatto la coppia a ritardare l’ufficializzione della

nascita del figlio di Adele.

Nel mese di febbraio, lo stilista Karl Lagerfeld si è scusato dopo aver detto che Adele “è un po’ troppo grassa”. Ma il peso della cantante britannica non ha smesso di essere l’argomento di molti tweet durante tutta la gravidanza. Variazioni sul tema, “Adele è incinta? Pensavo fosse grassa“, sono state retweettate centinaia di volte.

Adele non è la prima celebrità ad essere vittima di questo stupido gioco su Twitter. Il giudice di X Factor, Gary Barlow, è stato anche lui preso di mira dai troll di Twitter nel mese di agosto dopo la nascita di sua figlia. Il cantante Gary Barlow viene citato nella canzone T.V.U.M.D.B. di Elio e le Storie Tese che, come fanno molti denigratori con un account Twitter, magari falso, lo definiscono nella canzone “il cicciobombo dei Take That“.