Vittorio Sgarbi papà ufficialmente per la terza volta, di una ragazza di 14 anni, che ha riconosciuto nella sede del tribunale minorile di Ancona. Prima di questa figlia, altri due casi: Carlo, di 24 anni, e una bambina più piccola.

In realtà, il tema dei figli di Sgarbi di tanto in tanto in tanto torna alla ribalta e, spulciando in Rete si trovano molte notizie interessanti. Ad esempio, di questa ragazza, si iniziò a parlare nel 2007, ma sembra che Sgarbi ne accennò all’esistenza nel 2000, durante la trasmissione televisiva Harem. Così come di Carlo e della piccola avuta da una signora di Torino.

Per Carlo, il riconoscimento fu il frutto di una lunga battaglia legale mossa dalla madre Patrizia Brenner, che terminò alla morte della donna con una assunzione di responsabilità da parte di Sgarbi. Per la bambina più piccola invece la scelta di Sgarbi di riconoscerla spontaneamente come propria figlia fu espressa con un atto notarile, semmai i problemi vennero in seguito e riguardavano questioni economiche.

Nel caso della ragazza 14enne, figlia di una cantante lirica di origini albanesi, la madre dopo un’azione di disconoscimento della paternità inizialmente attribuita al proprio marito, ora deceduto, ha avviato l’azione che ha coinvolto il noto critico d’arte.

A convincere Vittorio Sgarbi forse anche la rinuncia della donna agli arretrati degli alimenti, che comunque verranno corrisposti da ora in poi alla ragazza, per la cifra di 2200 euro mensili, detratti direttamente dalla busta paga da parlamentare.

Per ora il riconoscimento della ragazza è un accordo tra Vittorio Sgarbi e la madre della ragazza, si attende che si pronunci un collegio di giudici.

Con l’occasione Sgarbi fa notare che: “I figli debbono essere delle madri”, e che lui personalmente non ha spirito paterno… Niente sentimentalismi quindi, né diritti di visite. Dice ancora Sgarbi: “Il mio modello è il prete, che non potendo riconoscere i figli li segue a distanza”.

Ridimensionato, tutto sommato, il suo modello, se nel 2002, in una intervista al Corriere, parlando di Carlo e dei suoi altri figli naturali rispondeva alla domanda “Quanti fratelli sparsi in giro ha Carlo?” dicendo: “Almeno due sorelle, una delle quali particolarmente carina, Evelina, con una mamma, Barbara, molto gentile e sensibile che sta a Torino. (…) Dell’ altra preferisco non dare dettagli: è figlia di una signora sposata il cui marito pensa di essere il padre della bambina. La mia condizione ideale, tipo quella di Gesù”. Gesù? Chiedeva l’intervestitatore. “Sì, con un padre putativo, Giuseppe, e poi un padre vero, che sono io”.