VANNA MARCHI E STEFANIA NOBILE, imbonitrici televisive, madre e figlia, condannate nel 2008 per truffa aggravata e associazione a delinquere, condanna confermata dalla Cassazione nel marzo 2009. Ora Vanna potrà assistere Stefania a tempo pieno.

La pena: 9 anni e 4 mesi per Stefania (3 anni di sconto per l’indulto), 11 anni per la Marchi, (è in attesa di essere affidata in prova ai servizi sociali e il tribunale di sorveglianza le ha concesso la sospensione dell’esecuzione della pena).

Per motivi di salute a Stefania Nobile vennero concessi gli arresti domiciliari nel 2010. A Vanna Marchi dall’ottobre 2011 è stata data la possibilità di scontare la pena in semi libertà, lavorando di giorno nel bar Malmaison in via Torriani a Milano. Locale di proprietà di suo genero, Davide Lacerenza.

Di cosa è malata la figlia di Vanna Marchi? I media a volte tralasciano dettagli che attirano la curiosità dei fruitori. Della malattia di Stefania Nobile si parlò ampiamente nel 2010, grazie allo sfogo del compagno sul settimanale “Grand Hotel“: Stefania è affetta da artrite reumatoide degenerativa.

Un giudice donna, comprensivo e stimato per la sua decisione da Vanna Marchi, ha deciso di permettere alla madre di occuparsi della figlia, che ora è nuovamente ricoverata in ospedale. “Ringrazio il mio avvocato e il giudice che ha capito e che ringrazio finché vivrò“, confessa Vanna Marchi. La giustizia a fatto il suo corso, e con Vanna e Stefania, alla fine, si è dimostrata indulgente, anche se nel 2010 Davide Lacerenza condannava l’atteggiamento dei giudici che sottoposero Stefania Nobile a 23 perizie mediche per accertare che le sue condizioni di salute giustificassero gli arresti domiciliari a

casa dei suoceri.

Gli errori si pagano per legge, alcune punizioni raggiungono lo scopo di redimere chi le subisce: pare che a Vanna Marchi la pena scontata sia servita di lezione anche se abbreviata dalla benevolenza dei giudici.

Molta meno aggressività, nulla di quello che ce la fece conoscere nelle televendite. Nessuna tentatazione per il ritorno in TV, continuerà a lavorare per il genero, si occuperà di sua figlia che soffre.

Ma Vanna Marchi, intervistata, lancia un piccolo spiraglio sulla possibilità di tornare ad un pubblico più vasto di quello a cui serve il caffé al Malmaison. Per l’esperienza di Vanna Marchi di fronte alla giustizia e il periodo in carcere, lei stessa ammette: “È stata dura. È stata un’esperienza che non dimentico e che non voglio dimenticare. Forse un giorno la racconterò“. In attesa delle memorie di Vanna Marchi? Esiste già un libro scritto da Vanna Marchi e sua figlia Stefania: Le nostre prigioni. Un diario giornaliero edito da Gallo & Calzati, nel 2003.