PABLO NERUDA – Il corpo del poeta cileno e premio nobel, sarà riesumato lunedì 8 aprile 2013, dopo 40 anni, nel tentativo di chiarire il mistero sulla sua morte improvvisa. Morto per tumore o avvelenato da agenti del regime di Pinochet? La nuova autopsia dovrebbe servire a dare una risposta a questo dilemma, per la soluzione del quale, da quaranta anni, si batte il suo autista, Manuel Araya, 26enne all’epoca dei fatti.

Neruda, pseudonimo di Ricardo Eliezer Neftalí Reyes Basoalto, che ha vinto il premio Nobel per la letteratura nel 1971, è noto per i suoi versi di erotismo romantico, ma era anche un politico di sinistra, diplomatico e amico del presidente socialista Santiago Allende, che si suicidò piuttosto che arrendersi alle truppe militari l’11 settembre 1973, data del colpo di stato guidato dal generale Augusto Pinochet.

Araya sostiene che Neruda fu ucciso, con una iniezione letale di cui lo stesso poeta avrebbe parlato, mentre era ricoverato nell’ospedale di Santiago. “Il nostro errore è stato lasciare Neruda da solo il 23 settembre. Se non fosse stato lasciato solo, non lo avrebbero ucciso“, ha dichiarato Araya all’Associated Press.

L’atto giudiziario riporta un’inquietante resoconto degli ultimi momenti della vita di Pablo Neruda. Pare che lo scrittore, lo stesso giorno del decesso, avesse chiesto a sua moglie Matilde e all’autista Manuel di recarsi a Isla Negra per raccogliere alcuni oggetti di valore, rimanendo così nella clinica Santa Maria di Santiago con la sola compagnia di sua sorella Laura. Nel pomeriggio di quella stessa domenica telefonò ai due per esortarli a tornare sostenendo che mentre dormiva delle persone introdotte nella stanza gli avrebbero praticato una iniezione all’addome. All’arrivo dei due in ospedale, constatarono che Neruda aveva la febbre e il viso gonfio, e il medico che interpellarono li invitò a procurarsi una medicina che poteva essere acquistata soltanto in una lontana farmacia. Immediatamente l’autista uscì per dirigersi verso la farmacia, ma venne fermato dai militari e rinchiuso all’ Estadio Nacional con gli oppositori del regime. Venne poi informato della morte di Pablo Neruda.