Migranti: boom di domande d’asilo in Italia (+47%)

MIGRANTI – Si placano le frizioni tra Italia e Austria. L’altro ieri Vienna aveva ipotizzato un dispiegamento di uomini e mezzi al confine del Brennero per disporre i controlli dei flussi migratori provenienti dall’Italia. Ma il cancelliere austriaco Kern ha definito la questione “un equivoco”.

Intanto, sempre l’altro ieri la Commissione europea aveva varato un piano d’azione che sarà la base di discussione del summit di domani a Tallinn tra i ministri degli Interni dei paesi del’Ue. Il ministro Minniti ha chiesto un incontro urgente in sede europea per rivedere l’operzione Triton.

Scontro Austria-Italia, rientra la tensione: “Nessun esercito al Brennero”

I blindati annunciati sono parcheggiati in una caserma di Kranebitten, località aeroportuale a ridosso del capoluogo della regione del Tirolo Innsbruck. “L’Austria non eseguirà alcun controllo ai confini del Brennero al momento e non sta per ricorrere all’impiego dell’esercito nell’immediato”. Lo ha chiarito il cancelliere austriaco Christian Kern, che ha definito “un equivoco” la mini-crisi diplomatica scoppiata con Roma.

Una situazione come quella del 2015, quando migliaia di migranti varcarono le frontiere austriache, “non si deve più ripetere”, ha avvertito il cancelliere, ma “in questo momento non ci sono indicazioni che le autorità italiane non abbiano il controllo della situazione” lungo il confine. La Farnesina aveva convocato anche l’ambasciatore austriaco a Roma Rene Pollitzer.

Durante l’incontro al ministero, l’ambasciatore ha precisato che si sarebbe trattato di “misure di pianificazione e di preparazione in caso di emergenza”. Da quanto si apprende, Palazzo Chigi avrebbe preso atto della correzione di rotta da parte del governo austriaco rispetto all’ipotizzato dispiegamento di forze militari.

La collaborazione tra le forze di polizia, sottolineano le stesse fonti, produce ottimi frutti e si basa sul rispetto da entrambe le parti delle regole europee, senza alcun bisogno di truppe o mezzi militari da schierare alla frontiera.

Easo, 123mila domande di asilo dei migranti in Italia, +47%

Intanto, è boom di domande di asilo. L’Italia ha ricevuto quasi 123mila domande d’asilo nel 2016, pari a un aumento del +47% rispetto al 2015. Le 122960 richieste sono pari al 9,5% del totale Ue. La maggior parte dei richiedenti asilo in Italia sono i nigeriani (22%). È quanto emerge dai dati del rapporto annuale dell’Easo, l’Agenzia Ue per l’asilo.

La Germania si conferma record con 745155 domande, pari a un aumento del 58% rispetto all’anno precedente e al 58% delle domande d’asilo complessive nell’Ue. Le domande di asilo nell’Ue nel 2016 sono state quasi 1,3 milioni, pari a un calo del 7% rispetto al 2015 quando erano state vicine a 1,4 milioni.

I principali Paesi che hanno ricevuto le richieste da parte dei migranti sono stati la Germania, l’Italia, la Francia, la Grecia e l’Austria, mentre le nazionalità che più hanno fatto domanda di asilo sono i siriani, gli afghani, gli iracheni, i pachistani e i nigeriani.

La rotta del Mediterraneo centrale ha registrato nel 2016 “un numero record di migranti“, soprattutto dall’Africa subsahariana, occidentale e dal Corno d’Africa, che “sono stati individuati mentre passavano illegalmente la frontiera”. Si tratta di 181459 migranti, un aumento del 18% rispetto al 2015. Emerge dal rapporto annuale dell’Easo. “Questo ha reso il Mediterraneo centrale la principale rotta d’accesso per i migranti africani verso l’Ue, con l’Italia come il principale punto d’ingresso”.

Minniti scrive all’Ue per rivedere l’operazione Triton

La Commissione Ue ha presentato il piano d’azione per alleviare la pressione dei migranti sull’Italia. Tra i punti: l’impegno per un centro di coordinamento in Libia, richiesta di un codice di condotta per le ong, aree di salvataggio in Tunisia e Libia, più rimpatri dal nostro Paese (che però deve accelerare sulle procedure).

Intanto, il ministro degli Interni Minniti, che oggi ha riferito al Parlamento e domani sarà al vertice informale di Tallinn, ha chiesto un incontro urgente alla Ue per rivedere Triton, l’operazione secondo cui i migranti soccorsi in mare devono essere trasferiti nei porti italiani.

Nei giorni scorsi, Francia e Spagna avevano fatto sapere di essere pronte a chiudere i porti ai nuovi sbarchi. Nel suo discorso alla Camera, il ministro ha sottolineato che il 97% delle persone salvate provengono dalla Libia, “ma non c’è un libico, lì va affrontato il problema”. ”È importante, molto importante, che l’Ue, Francia e Germania abbiano deciso di rafforzare con noi il loro impegno in Libia. – ha proseguito – C’è una sproporzione inaccettabile tra quanto investito nella rotta balcanica e quanto per fermare la Libia”.