JUSTIN BIEBER VITTIMA DI UN COMPLOTTO – Per fortuna la polizia ha salvato il cantante canadese dalla minaccia di due killer assoldati per assassinarlo ed infierire sul suo corpo.

Il mandante dell’attentato: Dana Martin, 45 anni, condannato a due ergastoli, detenuto in New Mexico per stupro e omicidio. La polizia in un rapporto diffuso mercoledì, rivela che Martin ha una vera e propria ossessione per Justin Bieber, che spiega il tatuaggio del cantante sulla sua gamba.

I sicari: Mark Staake, età 41 anni, ex detenuto anche lui, e suo nipote Tanner Ruane, 23 anni.

Le vittime designate: il cantante, musicista e attore canadese 18enne Justin Drew Bieber e il suo autista e guardia del corpo, ma anche due testimoni oculari di uno dei delitti di Staake.

Il momento scelto per l’omicidio di Justin Bieber: quando il cantante si sarebbe esibito nelle tappe del suo tour al Madison Square Garden di New York, il 27 e il 28 novembre.

L’arma scelta per il delitto: una cravatta con cui strangolare le vittime, prima di infierire sul corpo di Justin Bieber. La particolarità della cravatta sottolineata dal disegno “paisley” (conosciuto da noi anche come cashmere), una sorta di rivendicazione del delitto da parte di Martin, che usa il paisley come un

“biglietto da visita”.

Il complotto è stato sventato grazie alle rivelazioni dello stesso Dana Martin. Mark Staake era stato già arrestato in Vermont a causa di altre grane con la polizia, mentre il nipote in stato di libertà aveva mantenuto i rapporti con il mandante dei delitti. Le intercettazioni telefoniche tra Ruane e il detenuto Martin hanno confermato il losco piano per attentare alla vita di Justin Bieber. La polizia ha trovato Ruane in possesso di “strumenti adatti all’omicidio” e di forbici, a quanto pare era stato lui incaricato di infierire sul corpo di Bieber.

Ulteriori dettagli su KRQE News 13, il sito che ha cercato di contattare Justin Bieber o dei suoi portavoce per ricevere dichiarazioni ufficiali in commento del fatto, ma non ha attualmente ottenuto una risposta.